Tutankhamun tomb discoverer paintings to be sold at Bomhams

Tre acquerelli con soggetto l’Egitto di Howard Carter, l’archeologo inglese che scoprì la tomba del giovane faraone Tutankhamon nel 1922, saranno all’asta “Travel and Exploration” di Bonhams a Londra il 3 dicembre.

Iniziato alla pittura dal padre, Howard Carter ha iniziato la vita come artista. Aveva solo 17 anni quando ha visitato per la prima volta l’Egitto nel 1891 per collaborare agli scavi e migliorare il metodo di copia delle decorazioni egizie. Dal 1894-1899 ha lavorato presso Tebe registrando i rilievi nel tempio di Hatshepsut. Uno dei dipinti in vendita – The Temple of Hatshepsut (£6000-8000) – risale a questo periodo.

Howard Carter The Temple of Hatshepsut

Nel 1899 Carter è stato funzionario del Servizio Archeologico egiziano e fu presto nominato egli stesso supervisore degli scavi. E ‘stato molto apprezzato per il suo approccio metodico e per le misure che introdusse a salvaguardia dei siti antichi. Nel 1907 è stato affiancato dall’egittologo dilettante, il conte di Carnarvon, per sorvegliare gli scavi di Tebe. La dipinto di Carter Under the Protection of the Gods raffigurante una decorazione tombale è datato 1908 e stimato £7.000-10.000.

Howard Carter Under the Protection of the Gods

Nel 1914, Carnarvon e Carter hanno avuto il permesso di scavare nella Valle dei Re e l’omonimo acquerello di Carter (stimato £ 5.000-7.000) risale a quell’anno, seppur sospeso durante la prima guerra mondiale e finito nel 1918.

Howard Carter The Valley of the Kings

Il sogno di Carnarvon era quello di trovare la leggendaria tomba di Tutankhamon, un mito che teneva occupati molti archeologi nella zona. Nel 1922, tuttavia, non essendo stato fatto alcun progresso, era sul punto di rinunciare, quando Carter improvvisamente fece la sua grande scoperta. La notizia fece grande scalpore e da allora la passione per l’antico Egitto ha contagiato il mondo.

L’anno successivo il conte Carnarvon morì per un avvelenamento del sangue e la notizia venne immediatamente associata alla maledizione della tomba di Tutankhamon. Nel corso degli anni successivi qualsiasi evento tragico, anche di lieve entità, che ha afflitto qualsiasi figura comunque connessa alla scoperta del 1922, è stata attribuita alla maledizione di Tutankhamon.

Howard Carter si ritirò dall’archeologia subito dopo la sua scoperta ed è diventato agente per musei e collezionisti privati​​. E’ morto – per cause del tutto naturali – nel 1937 all’età di 64 anni.

By Andrea Foffi e Manuel Galvez

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TUTANKHAMUN TOMB DISCOVERER PAINTINGS TO BE SOLD AT BONHAMS

Three watercolours of Egypt by Howard Carter, the English archaeologist who discovered the tomb of the Boy Pharaoh Tutankhamun in 1922, are to be sold at Bonhams Travel and Exploration Sale in London on 3 December. They have a combined upper estimate of £25,000.

Trained by his painter father, Howard Carter started life as an artist. He was only 17 when he first visited Egypt in 1891 to help record the excavation of Middle Temple tombs and quickly made a mark by improving the method of copying tomb decorations. From 1894-99 he worked at Thebes (Deir el-Bahari) recording the wall reliefs in the temple of Hatshepsut. One of the paintings in the sale – The Temple of Hatshepsut (£6,000-8,000) – dates from this period.

In 1899 Carter was appointed to the Egyptian Archaeological Service and was soon supervising excavations of his own. He was highly regarded for his methodical approach and the measures he introduced to safeguard ancient sites.  In 1907 he was approached by the amateur Egyptologist the Earl of Carnarvon to oversee his Theban excavations. Carter’s painting Under the Protection of the Gods depicting a tomb decoration is dated 1908 and estimated at £7,000-10,000.

In 1914, Carnarvon and Carter were given permission to dig in the Valley of the Kings – Carter’s watercolour of the same name (£5,000-7,000) was painted that year – though work was suspended during the First World War and did not begin in earnest until 1918.

Carnarvon’s ambition was to find the legendary tomb of Tutankhamun, a prize which had eluded earlier archaeologists searching in the area.  By 1922, however, with no progress having been made, he was on the verge of giving up when Carter made his great discovery. It quickly became an international sensation, sparking a craze for all things Egyptian.

Carnarvon’s death from blood poisoning the following year started the story that Tutankhamun’s tomb was cursed. Over the succeeding years any misfortune, however minor, afflicting any figure, however remotely connected to the 1922 discovery, has been attributed to the curse of King Tut.

Howard Carter retired from archaeology soon after his discovery and became and agent for museums and private collectors, He died – of entirely natural causes – in 1937 aged 64.

A Marine Chronometer from Darwin’s ship “Beagle” for sale at Bonhams

Darwin chronometer

Un cronometro marino Robert Molyneux utilizzato per il secondo e il terzo viaggio di Charles Darwin sul celebre brigantino Beagle sarà offerto in asta alla Fine Clocks Sale Auction di Bonhams a New Bond Street a Londra il 10 dicembre prossimo con una stima di £ 30.000-50.000.

Si tratta di un esemplare unico proveniente da collezione privata, a bordo assieme a Darwin durante i viaggi che decretarono la formulazione della teoria dell’evoluzione. Charles Darwin visitò le isole Galapagos nel 1835, durante queste esplorazioni registrò i campioni di flora e fauna che lo avrebbero portato alla sua rivoluzionaria teoria dell’evoluzione per selezione naturale, pubblicata nel 1859.

L’HMS Beagle era un brigantino riadattato a nave oceanografica ed utilizzato nelle tre celebri spedizioni. Quando il Beagle lasciò Plymouth per il suo secondo viaggio, nel mese di dicembre 1831, la nave portava un giovane naturalista, Charles Darwin. Era stato reclutato con la responsabilità di raccogliere, osservare, e prendere nota di tutto ciò che appartenesse alla sfera naturale.

A parte la missione di Darwin, la missione era destinata anche a completare l’opera del viaggio precedente, e cioè il rilievo della costa meridionale del Sud America e la registrazione della latitudine e la longitudine di ciascun porto di scalo. A tal fine, il Beagle fu corredato di 22 cronometri di bordo tra i quali quello relativo a questo post. Esso è uno dei soli undici che hanno completato il viaggio di sette anni a bordo del famoso brigantino.

Questo cronometro era ancora bordo quando il Beagle ha intrapreso il suo terzo e ultimo viaggio nel 1837 alla volta della costa australiana. I cronometri sono stati da sempre utilizzati dalle navi in mare per la determinazione accurata della longitudine. Costruiti a partire dal XVIII secolo, sono stati utilizzati ampiamente fino al XX secolo. Questi orologi dovevano restare affidabili pur nelle mutevoli condizioni ambientali cui li sottoponeva la navigazione in mare aperto.

Per la prima volta utilizzati su una nave da James Cook nel 1772, sono diventati una presenza fissa dal 1818 per le navi da guerra. Tre cronometri erano il minimo indispensabile per essere in grado di identificatene uno divenuto impreciso. Al tempo dei viaggi del Beagle, l’uso di cronometri marini era diventato routinario e portarne a bordo 22 era normale in vista di un lungo viaggio.

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The “Irresistble”

Questo cronometro è stato uno dei sei posseduti personalmente dal capitano Robert FitzRoy, comandante del Beagle durante il viaggio di Darwin. Fu così affidabile che l’Ammiragliato (in passato l’autorità del Regno Unito responsabile del comando della Royal Navy) decise di rivolgersi a FitzRoy per riacquistarlo nel 1837. Il governo ha continuato a impiegare il cronometro su varie navi, l’ultima delle quali di particolare interesse.

L’ultimo cronometro utilizzato su una nave inglese è quello appartenuto alla corazzata “Irresistble” affondata dallo scoppio di una mina nello stretto dei Dardanelli durante la prima guerra mondiale nel marzo del 1915. Una mina che uccise circa 150 marinai dell’equipaggio.Il costruttore del cronometro, Robert Molyneux, era un orologiaio di tutto rispetto con sede a Londra.

By Andrea Foffi e Manuel Galvez

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A second previously unrecorded marine chronometer used on the 2nd and 3rd voyages of HMS Beagle will be offered in the Fine Clocks Sale on December 10th at Bonhams New Bond Street salerooms, carrying a pre-sale estimate of £30,000-50,000. It is the only known marine chronometer in private hands that was present on board HMS Beagle when Charles Darwin visited the Galapagos Islands in 1835, when he recorded and collected specimens of the flora and fauna that would lead to his momentous theory of evolution by natural selection, published in his seminal work ‘The Origin of Species‘ in 1859.

HMS Beagle was an Admiralty survey ship sent on three major expeditions. The first (1826–1830) was to survey the coast of South America, accompanying HMS Adventure. The second expedition (1831–1836) was to build on the work of the first in South America, and then to go onward to establish a chain of linked reference points encircling the globe. The third expedition (1837–1843) surveyed the coast of Australia.

When HMS Beagle left Plymouth for her second voyage in December 1831, the ship carried a young naturalist, Charles Darwin. He had been recruited with the responsibility of “collecting, observing, and noting, anything worthy to be noted in Natural History”. Aside from Darwin’s particular remit, the voyage was tasked with completing the work of the previous journey, in surveying the southern coast of South America, and recording the latitude and longitude of each port of call. For this purpose, the Beagle carried 22 chronometers on board, including the present lot- which is one of only 11 that completed the seven year voyage on board the Beagle.

By the time the Beagle returned to England in October 1836, Darwin had sailed 40,000 miles around the world and collected more than 5,000 specimens. His notes show that he already understood how his experiences and finds were likely to challenge the established view of the unchanging nature of species.

This chronometer was again on board when the Beagle undertook its third and final voyage in 1837, surveying large parts of the uncharted Australian coast. The expedition identified the Adelaide and Victoria rivers and surveyed the Torres Strait and the Gulf of Carpentaria, before exploring northern and north-west Australia, the Bass Strait and Tasmania.

Chronometers were widely used by ships at sea for the accurate determination of longitude.  First built in the 18th century, they were utilised extensively by mariners through to the early 20th century.  These timepieces needed to remain accurate while subjected to the motions of a ship at sea and through extreme changes in temperature.

First carried on a survey ship by James Cook on his second voyage in 1772, from 1818 it became standard for the Admiralty to issue chronometers to naval ships. Three chronometers was the minimum necessary to be able to identify whether one had become unacceptably inaccurate. By the time of the Beagle voyages, the use of marine chronometers had become routine and, as mentioned, the ship carried 22 on the second voyage, to allow for mechanical failure over the lengthy journey.

This chronometer was one of six owned personally by Captain Robert FitzRoy, commander of the Beagle during Darwin’s voyage. It performed so well that the Admiralty decided to purchase it from FitzRoy in 1837. The government continued to employ the chronometer on various ships, the last being of particular interest.

The date of transfer is not mentioned in the ledgers, but the final entry reads that the timepiece was ‘Lost in “Irresistible” 1916 July 3’. This refers to the sinking of HMS Irresistible (a ‘Formidable’ class battleship) off the coast of Turkey. Originally commissioned in 1902, with the outbreak of World War I the Irresistible was sent to serve in the Dardanelles campaign, bombarding Turkish coastal forts. However in March 1915 she struck a mine which killed about 150 of her crew. Badly damaged, the Irresistible was abandoned by the survivors and left to drift, and eventually sink.

The manufacturer of the chronometer, Robert Molyneux, was a highly respected clock and chronometer maker based in London. He also made four other timepieces used on the voyage, one of which he sent on his own account. This is the only known surviving example by him from the voyage.

Ferrari 275 GTB Competizione. Bonhams, Scottsdale January 2015. Save the date…

Bonhams è lieta di annunciare la consegna di una Ferrari davvero speciale per la sua asta di Scottsdale, in Arizona il prossimo gennaio. Si tratta di una Ferrari 275 Berlinetta Gran Turismo Competizione Scaglietti del 1966 vincitrice a Le Mans, Spa-Francorchamps e Imola con la Scuderia Filipinetti. L’undicesima di appena dodici vetture costruite.

Ha partecipato per tre volte alla leggendaria Le Mans, nel 1967, 1968 e nel 1969. Nel 1969, ha corso a Spa-Francorchamps e poi è andata a vincere a Imola. Lanciata nel 1966, questa Ferrari era progettata espressamente per la competizione ed è stata costruita intorno ad un telaio completamente nuovo, specifico per questo modello. Telaio e scocca più leggeri ne hanno fatto un purosangue da gara. Il propulsore, anch’esso ridisegnato, da 3.3 litri, V12 è stato posizionato strategicamente più in basso e più indietro fornendo ancora più performance nel bilanciamento dei pesi. Parlando di estetica, il suo muso lungo e le feritoie laterali da squalo ne hanno sempre esaltato il fascino e l’hanno resa accattivante tanto in pista che su strada.

Ceduta da Filipinetti, è appartenuta a diverse collezioni americane durante gli anni ’70 e ’80. Poi, nel 1985, la carrozzeria è stata danneggiata da un incendio ma il motore, la trasmissione e il telaio non hanno riportato conseguenze. La vettura è stata spedita in Italia, dove la sua carrozzeria è stata meticolosamente restaurata da esperti rispettando le specifiche di fabbrica, dopodiché ha ricevuto la certificazione “Ferrari Classiche”.

Da allora, questa straordinaria auto ha anche vinto diversi riconoscimenti in mostre e ed eventi, tra cui il prestigioso Pebble Beach Concours d’Elegance. Ha partecipato inoltre a Le Mans Classic, Silverstone Classic e Tour Auto, solo per citarne alcuni. Recentemente, è stata una delle sole sessanta Ferrari selezionate in tutto il mondo a celebrare il 60° anniversario della Ferrari a Beverly Hills. Autentico e bellissimo cavallo di razza, questa Ferrari 275 GTB Competizione rappresenta una rara opportunità per collezionisti interessati.

La Bonhams Scottsdale Auction 2015 si svolgerà il 15 gennaio presso il Westin Kierland Resort & Spa di Scottsdale, Arizona.


The Ferrari Classiche red book certified, three times Le Mans entrant, Spa-Francorchamps winner, Imola winner and concours award recipient joins impressive early consignments for January’s sale

Bonhams is delighted to announce the consignment of a very special and historic competition Ferrari to its auction in Scottsdale, Arizona next January.

From the most famous and respected name in sports and racing is the 1966 Ferrari 275 Gran Turismo Berlinetta Competizione Scaglietti – class winner of the 1967 Le Mans 24 Hours, 1969 Spa-Francorchamps 1000 Km and 1969 Imola 500 Km under Scuderia Filipinetti.

From the day it was delivered new to legendary race team owner Georges Filipinetti of Geneva, Switzerland, this automobile – chassis number 09079 – has had an exceptional and well-documented history. The eleventh of just twelve built – and one of the most prominent and successful of those twelve, this rare, matching numbers, Ferrari Classiche-certified car went on to do what its makers intended: race.

Competing three times consecutively in the most prestigious race of them all, Le Mans, in 1967, 1968 and 1969, it won the GT class its first year with Filipinetti team drivers Rico Steinmann and Dieter Spörry. Then in 1969, the first and only time it raced Spa-Francorchamps, it won that GT class with Filipinetti team drivers Jacques Rey and Edgar Berney, and then went on to win its class at Imola. In the right hands, number 09079 was a force to be reckoned with.

Launched in 1966, this new GT-class Ferrari designed expressly for competition was built around a completely new chassis specific to this model. It was lighter and stronger than the chassis of the standard 275, was fitted with reinforced wheel hubs and wider than standard wheels, and given twin saddle-mounted alloy fuel tanks with quick-access exterior fuel and oil filler caps. Additionally, it was wrapped in an ultra-thin alloy body thereby reducing weight even further.

The powerplant was also new, with a Tipo 213 Competition motor developed from the Ferrari factory team racer campaigned the previous year. The new 3.3-litre, V12 engine with fully dry sump benefited from a long list of uprated factory modifications. And the strategic placement of this awesome engine – lower and farther back – provided even more advantage with its nearly perfect weight distribution.

Not only were the physical properties of this car extremely impressive but the aesthetics also wowed the world. Its long, shark-like nose with gill-like side vents and low, wide stance made it appear both rakishly handsome and predatory at once. And its practicality, too, made it enormously attractive as it could be ferociously raced on the track or sportingly driven to the country club.

After its tenure with Filipinetti, car 09079 found a home with several respected American collections during the 1970s and 80s. Then in 1985 its body was damaged in a garage fire but the engine, drive train and chassis were all unharmed. The car was shipped to Italy where its bodywork was meticulously and accurately restored to factory specifications by marque experts Carrozzeria Brandoli, after which it received its red book certification from Ferrari Classiche confirming its matching numbers engine, chassis, suspension and transaxle.

Since then, this stunning champion has also won several honours at contemporary shows and events, including the prestigious Pebble Beach Concours d’Elegance, and has participated in Le Mans Classic, Silverstone Classic and Tour Auto, to name a few. Recently, it was one of just 60 Ferraris selected worldwide to represent the 60th anniversary of Ferrari in Beverly Hills.

Authentic, pedigreed, historic and gorgeous, the highly useable 09079 is truly a car of international importance and represents a rare opportunity for interested buyers. To see and hear this incredible machine in motion, watch the video online at Bonhams.com/video/17789.

The 2015 Bonhams Scottsdale Auction will take place Thursday, January 15th at the luxurious Westin Kierland Resort & Spa in the heart of Scottsdale.

Bonhams over the alpine peaks: 1929 Brough Superior SS100 986cc Alpine Gran Sport

Pensata per le mitiche vette Alpine, la Brough Superior SS100 986cc Alpine Gran Sport del ’29 si prepara a battere un nuovo record: il primato di vendita all’asta di Bonhams a Bond Street il 30 novembre prossimo. Stimata a £ 270,000-320,000, la Grand Sport è una delle due moto protagoniste della prossima asta.

La Alpine Trial era una gara di durata, sarebbe meglio dire di resistenza, organizzata a partire dal 1910. Si svolgeva tra le vette di Austria, Slovenia, Croazia e toccava il famigerato Passo dello Stelvio. Metteva a dura prova piloti e motori, a due e quattro ruote. George Brough, fondatore del marchio, ha preso parte alla prova del 1925 su una SS100, vincendo sei trofei. Il design della Brough Superior Alpine Gran Sport ha preso ispirazione dai successi del suo fondatore. La moto è stata messa sul mercato nel 1925 per la stagione 1926 con un rapporto di compressione più basso (più adatto per il turismo) e un paio di borse per gli attrezzi di serie. Perfetto allestimento per “tuonare” attraverso le Alpi.

Ben Walker, direttore del dipartimento per le moto ha detto: “La Brough Superior è un marchio leggendario nel mondo delle due ruote conosciuto da tutti come la Rolls-Royce delle moto, soprannome ben guadagnato per l’altissima qualità e l’eccellenza tecnica dei suoi modelli. Un primato ancora evidente a quasi 100 anni dalla fondazione. In 21 anni di produzione, dal 1919 al 1940 sono stati prodotti più di tremila motocicli ed un terzo sono ancora esistenti, a dimostrazione della grande passione con cui questi esemplari sono stati pensati e costruiti.

Eccesso di velocità anche in vendita: Vincent 998cc Serie C Black Shadow, 1950. Con una velocità massima di 125 miglia all’ora, la Black Shadow era la più veloce moto di serie del suo tempo. E’ questa performance senza pari che l’ha resa un’icona degli anni 1950 e uno dei più ambiti esemplari di oggi. Nel mezzo secolo trascorso da quando è cessata la sua produzione, la stima di questa iconica moto è solo aumentata come ad esempio quella offerta da Bonhams pari a £ 70,000-90,000.

Questa coppia di moto leggendarie sarà in mostra da Bonhams in anteprima presso il 101 di New Bond Street il 30 e 31 ottobre prossimi e prenderanno parte anche al 30° anniversario del Museo Nazionale del Motociclo Sabato 1 Novembre . La vendita si svolge a Londra presso la sede Bonhams di Bond Street il 30 novembre 2014.


Designed with the legendary peaks of the Alpine Trial in mind, a 1929 Brough Superior 986cc SS100 Alpine Grand Sports is gearing up for Bonhams 30th November Bond Street Sale. Estimated at £270,000-320,000, the Alpine Grand Sports is one of two exciting motorcycles set to feature in the upcoming auction. The Brough’s namesake, the Alpine Trial, was a famously grueling reliability run started in 1910. Taking in vast mountain peaks, chilling temperatures, and the twists and turns of Austria, Croatia, Slovenia and the infamous Stelvio Pass, it was a great test of endurance and skill – and not just for four-wheels alone.

George Brough – founder of the motorcycle marque – undertook the Trial in 1925 on an SS100, resulting in the award of six cups, including one for ‘Best Performance’. The design of the Brough Superior Alpine Grand Sports took inspiration from its founder’s achievement, and was introduced to the market in 1925 for the 1926 season with a lower compression ratio (making it suitable for touring), a small fly-screen and a pair of tool boxes as standard – perfect for thundering through the Alps.

Ben Walker, Director for Bonhams Motorcycle Department said: “Brough Superior is a legendary marque in the motorcycle world. Coined the ‘Rolls-Royce’ of motorcycles, their distinguished status is well earned, with Brough products of the highest quality and engineering excellence, admired by all and highly sought-after – almost 100 years after the Haydn Road Works first opened their doors.

“The most charismatic of the marque’s stable is unquestionably the SS100 and we are delighted  to be offering the model in its ultimate guise, a Vintage example in Alpine Grand Sports specification, boasting matching registration, frame and engine numbers – designed to honour the legendary Alpine Trial – the most arduous motoring test of its time.” Also speeding into the sale, the 1950 Vincent 998cc Series C Black Shadow.

With a top speed of 125mph, the incredibly swift Black Shadow was faster than any vehicle of the time. It’s this peerless performance that made it an icon of the 1950s and one of the most desirable of all machines today. In the half-century since production ceased the esteem in which this iconic motorcycle is held has only increased, fuelling the demand among discerning collectors for fine examples of the marque, such as that offered at Bonhams sale, which retains matching registration, frame and engine numbers, carrying an estimate of £70,000-90,000.

The duo of legendary motorcycles will be on display at Bonhams London to Brighton Run sale preview held at 101 New Bond Street this week (30th – 31st October), and will also take part in the National Motorcycle Museum’s 30th Anniversary celebrations this Saturday, 1st November.Bonhams Bond Street Sale takes place at Bonhams London headquarters on 30th November 2014.

 

A 1965 Ferrari 275 GTB Alloy bodied Berlinetta in Bonhams New Bond Street auction

La Ferrari 275 GTB berlinetta (GT“B” ) è stata presentata per la prima volta nel 1964 al Salone dell’automobile di Parigi insieme alla versione spyder, la Ferrari 275 GTS. Quest’ultima senza i fari carenati. Carrozzata da Scaglietti di Modena, era disponibile in acciaio o completamente in alluminio.

Nel 1966, sempre al Salone di Parigi, viene presentata una versione con 4 alberi a camme, chiamata GTB/4 distinguibile dalla GTB per la “gobba” presente sul cofano motore. La Ferrari 275 GTB è stata l’ultima berlinetta Ferrari con un solo albero a camme in testa per bancata. Per il campionato mondiale GT, nel 1965, venne creata la 275 GTB Competizione che aveva l’ardua missione di sostituire la leggendaria  250 GTO nella battaglia Ferrari-Ford.

Bonhams il 30 novembre 2014 a Londra ha il privilegio di offrire all’asta una rarissima Ferrari 275 GTB Berlinetta in alluminio ad una stima di £1,500,000-2,000,000. James Knight, responsabile internazionale per il dipartimento auto di Bonhams, ha dichiarato: “Questa è un auto completamente originale, conservata magnificamente, si tratta di uno delle migliori 275GTB che abbiamo mai avuto il privilegio di offrire “.

Dal 1964 al 1968 sono stati prodotti quasi 800 esemplari di 275 GTB, ma solo una piccola parte sono state le varianti in alluminio. Di un elegantissimo verde scuro, ha solo 61212 km sul contachilometri. E’ stata acquista nel 1965 dal suo primo proprietario al prezzo di 5.250.000 lire (circa 2.700 euro…) per poi essere venduta nel 1976 all’ormai leggendario collezionista di auto d’epoca Fabrizio Violati (noto per la vendita milionaria della Ferrari 250 GTO da Bonhams all’asta di Quail Lodge in California lo scorso agosto). Successivamente questa magnifica e “incontaminata” Ferrari 275GTB è diventata uno degli oggetti più preziosi esposti alla Collezione Maranello Rosso del Violati a San Marino. Non è difficile immaginare che anche per quest’auto si registrerà un nuovo record.

https://www.bonhams.com/press_release/17718/


A 1965 Ferrari 275 GTB Alloy-bodied Berlinetta – once considered to be the finest production Ferrari ever built – is to star in Bonhams New Bond Street auction, carrying an estimate of £1,500,000-2,000,000.

James Knight, Bonhams International Motoring Director, said: “This is a wonderfully original, long-term preserved, Ferrari 275 ‘Longnose’ Berlinetta offered from the Maranello Rosso Collection. It is one of the finest examples of its type that we at Bonhams have ever had the privilege to offer.”

From 1964 to 1968 almost 800 275 Berlinettas were produced, but just a fraction were the highly desirable longnose alloy variants.

Finished in a beautiful shade of green, known as Verde Scuro it retains many of its original features, and has just 61,212 kilometres recorded on the odometer.

This example was sold new on in 1965 the price paid was Lire 5,250,000 (€2.700 ca) then in 1976, to the amateur racing driver and now legendary classic car collector Fabrizio Violati.

Subsequently this magnificent, completely unspoiled, Ferrari 275GTB became one of the star exhibits in the Violatti’s Maranello Rosso Collection museum in San Marino.

Bonhams Bond Street Sale takes place at Bonhams London headquarters on 30th November 2014. With only 35 entry slots available and several motor cars already consigned, the annual event is set to be another exciting auction from Bonhams record breaking motoring department.

https://www.bonhams.com/press_release/17718/

Artcurial, Paris 2 nov 2014: Automobiles Sur Les Champs

Schermata 2014-10-25 alle 16.56.23
Catalog – pdf
Schermata 2014-10-25 alle 17.02.08
Catalog – pdf

Parigi è una città meravigliosa, ideale scenario di ogni manifestazione. La sua architettura secondo impero accoglie ed incornicia sontuosamente ogni evento che la Ville Lumière ospiti conferendo allo stesso quell’aura che ne definisce la sua preziosità, la sua unicità. Domenica 2 novembre Artcurial presenta “Automobiles Sur Le Champs”. Un’asta molto ricca di sfumature. In una giornata si può passare dalle innumerevoli automobilia per poi osservare le auto vere e proprie. Non mancano pezzi veramente preziosi e rari. Nè manca la sempre crescente consapevolezza che il mercato dell’auto d’epoca stia vivendo un momento di grande crescita. Ecco una galleria con qualche anticipazione come le due storiche Rally: la Lancia Fulvia del ’72 e S4 del ’85. Due epoche gloriose a confronto. Forse due nostalgici esempi dei trionfi delle Lancia nei campionati mondiali Rally del passato.

Per scaricare i cataloghi in pdf, cliccare sulle immagini in testa al post.


Paris is a wonderful city, an ideal setting for every event. The architecture of the Second Empire welcomes and frame sumptuously every event that the Ville Lumière can hold, giving them the same aura that defines its preciousness, its uniqueness. Sunday, November 2 Artcurial presents “Automobiles Sur Le Champs”. In one day you can see numerous automobilia and classic cars. There are examples truly precious and rare. It’s evident that the car market is in a period of tremendous growth. Here is a gallery with some anticipation as the two historic Lanica Rally: the ’72 Fulvia and ’85 S4. Two glorious periods in comparison. Perhaps two nostalgic examples of the triumphs of the Lancia Rally World Championships in the past.

To download the catalog in PDF, click on the images at the top of the post.

Bonhams, all’asta la Ferrari F40 di Nigel Mansell

Bonhams, all’asta il 10 ottobre in Belgio la Ferrari F40 di Nigel Mansell.

La Ferrari F40 è sicuramente una delle vetture che hanno suscitato più scalpore e di cui il nome subito ci riconduce ad un immagine e ad un’epoca.

Prodotta tra il 1987 e il 1998 e carrozzata Pininfarina, è nata per celebrare i primi quarant’anni di vita della Ferrari. Prima stradale di Maranello ad essere costruita con materiali compositi come kevlar (telaio), fibra di vetro (carrozzeria), resine aeronautiche (serbatoi) e plexiglas per i finestrini laterali. È stata l’ultima Ferrari con motore turbo fino al 2014 con l’uscita della Ferrari California T, e l’auto omologata più veloce della sua epoca con 324 km/h, superata solo nel 1991 dalla Bugatti EB110.

Il motore è un 8 cilindri a V di 90 gradi, cilindrata di 2936,2 cm³, sovralimentato con due turbocompressori IHI, distribuzione a doppio albero a camme in testa per bancata, quattro valvole per cilindro con due iniettori per cilindro. La potenza massima è di 478 CV a 7000 giri/min. Il cambio è manuale a 5 marce. La Ferrari F40 in asta da Bonhams è stata donata dalla casa di Maranello a Nigel Mansell nel 1989, come regalo di benvenuto. Infatti Nigel proprio alla fine del 1988 lasciò la Williams per la Ferrari e per riconoscenza ricambiò con la vittoria nel primo GP della stagione ’89, quello del Brasile.

Accompagnata dalla certificazione Ferrari Classische (rilasciata nel 2008) conferma che la vettura conserva il suo colore originale (Rosso Corsa), telaio e carrozzeria (mai riparati), motore, cambio, ruote, sospensioni Koni e freni Brembo. L’unico cambiamento significativo riguarda l’interno, originariamente in panno rosso, oggi rivestito in pelle beige. Questa bellissima F40 rappresenta una meravigliosa opportunità di possedere una Ferrari storica ma anche la consapevolezza di avere per le mani un bolide degno del pilota che l’ha posseduta. La stima è € 600.000 – 800.000.

Ma l’asta offre molti altri gioielli nel paniere, come una magnifica Ferrari 246 GT del 1973 e una rara Lancia Fulvia HF del 1971. Bisogna notare che la Ferrari 246 GT/GTS sta incrementando vertiginosamente il suo valore. Presto su meridiane.com un servizio esclusivo di una 246 GTS in condizioni eccezionali.

info su bonhams.com


Bonhams, on auction October 10 in Belgium the Ferrari F40 owned by Nigel Mansell.

The Ferrari F40 is definitely one of the cars that have attracted more headlines and whose name immediately brings us back to an image and an era.

Produced between 1987 and 1998 and Pininfarina coachwork, was created to celebrate the first forty years of the Ferrari. First road car from Maranello to be built with composite materials such as Kevlar (frame), fiberglass (body), resins Aviation (tanks) and plexiglass for the side windows. It was the last Ferrari with turbo engine until 2014 with the release of the Ferrari California T, and the car homologated faster of his time with 324 km / h, only surpassed in 1991 by the Bugatti EB110.

The engine is an 8-cylinder V-90 degrees, displacement of 2936.2 cc, supercharged by two IHI turbochargers, distribution double overhead camshaft per bank, four valves per cylinder with two injectors per cylinder. The maximum power is 478 hp at 7000 rev / min. The gearbox is 5-speed manual. The Ferrari F40 at auction by Bonhams was a welcome gift by Maranello to Nigel Mansell in 1989. Nigel just at the end of 1988 he left Williams for Ferrari and reciprocated with the victory in the first race of the ’89 season, Brazil Gp.

The Ferrari Classische certification (released in 2008) confirms that the car have its original color (Rosso Corsa), chassis and body (not repaired), engine, transmission, wheels, Koni suspension and Brembo brakes. The only significant change for the interior, originally in red cloth, now covered in beige leather. This beautiful F40 represents a wonderful opportunity to own a Ferrari historical but also that you have on your hands a fireball worthy of the pilot who owned it. The estimate is € 600 thousand to 800 thousand.