RODIN’S LOVE AFFAIR IN SCULPTURE CAPTURES HEARTS AND WORLD RECORD AT BONHAMS

Auguste Rodin (French, 1840-1917) Eternel printemps, second état, 1ère réduction  9L’Éternel Printemps sell for more than £900,000  
One of Auguste Rodin’s finest sculptures, L’Eternel Printempswas sold for £938,500 at Bonhams Impressionist and Modern Art sale on 4 February. It had been estimated at £500,000-700,000.  This is a new world record at auction for a second state casting of the statue.
Created at the height of Auguste Rodin’s passionate love affair with the young Camille Claudel, L’Eternel Printemps is one of the French sculptor’s most highly acclaimed works.
Bonhams Head of Impressionist and Modern Art, India Phillips, said: “This is a wonderful price for a very special piece.  Rodin poured a huge amount of emotion into L’Eternel Printemps and you can feel that in the raw physicality of the sculpture making it one of his most enduring images.”
Auguste Rodin (French, 1840-1917) Eternel printemps, second état, 1ère réduction  7

Tutankhamun tomb discoverer paintings to be sold at Bomhams

Tre acquerelli con soggetto l’Egitto di Howard Carter, l’archeologo inglese che scoprì la tomba del giovane faraone Tutankhamon nel 1922, saranno all’asta “Travel and Exploration” di Bonhams a Londra il 3 dicembre.

Iniziato alla pittura dal padre, Howard Carter ha iniziato la vita come artista. Aveva solo 17 anni quando ha visitato per la prima volta l’Egitto nel 1891 per collaborare agli scavi e migliorare il metodo di copia delle decorazioni egizie. Dal 1894-1899 ha lavorato presso Tebe registrando i rilievi nel tempio di Hatshepsut. Uno dei dipinti in vendita – The Temple of Hatshepsut (£6000-8000) – risale a questo periodo.

Howard Carter The Temple of Hatshepsut

Nel 1899 Carter è stato funzionario del Servizio Archeologico egiziano e fu presto nominato egli stesso supervisore degli scavi. E ‘stato molto apprezzato per il suo approccio metodico e per le misure che introdusse a salvaguardia dei siti antichi. Nel 1907 è stato affiancato dall’egittologo dilettante, il conte di Carnarvon, per sorvegliare gli scavi di Tebe. La dipinto di Carter Under the Protection of the Gods raffigurante una decorazione tombale è datato 1908 e stimato £7.000-10.000.

Howard Carter Under the Protection of the Gods

Nel 1914, Carnarvon e Carter hanno avuto il permesso di scavare nella Valle dei Re e l’omonimo acquerello di Carter (stimato £ 5.000-7.000) risale a quell’anno, seppur sospeso durante la prima guerra mondiale e finito nel 1918.

Howard Carter The Valley of the Kings

Il sogno di Carnarvon era quello di trovare la leggendaria tomba di Tutankhamon, un mito che teneva occupati molti archeologi nella zona. Nel 1922, tuttavia, non essendo stato fatto alcun progresso, era sul punto di rinunciare, quando Carter improvvisamente fece la sua grande scoperta. La notizia fece grande scalpore e da allora la passione per l’antico Egitto ha contagiato il mondo.

L’anno successivo il conte Carnarvon morì per un avvelenamento del sangue e la notizia venne immediatamente associata alla maledizione della tomba di Tutankhamon. Nel corso degli anni successivi qualsiasi evento tragico, anche di lieve entità, che ha afflitto qualsiasi figura comunque connessa alla scoperta del 1922, è stata attribuita alla maledizione di Tutankhamon.

Howard Carter si ritirò dall’archeologia subito dopo la sua scoperta ed è diventato agente per musei e collezionisti privati​​. E’ morto – per cause del tutto naturali – nel 1937 all’età di 64 anni.

By Andrea Foffi e Manuel Galvez

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TUTANKHAMUN TOMB DISCOVERER PAINTINGS TO BE SOLD AT BONHAMS

Three watercolours of Egypt by Howard Carter, the English archaeologist who discovered the tomb of the Boy Pharaoh Tutankhamun in 1922, are to be sold at Bonhams Travel and Exploration Sale in London on 3 December. They have a combined upper estimate of £25,000.

Trained by his painter father, Howard Carter started life as an artist. He was only 17 when he first visited Egypt in 1891 to help record the excavation of Middle Temple tombs and quickly made a mark by improving the method of copying tomb decorations. From 1894-99 he worked at Thebes (Deir el-Bahari) recording the wall reliefs in the temple of Hatshepsut. One of the paintings in the sale – The Temple of Hatshepsut (£6,000-8,000) – dates from this period.

In 1899 Carter was appointed to the Egyptian Archaeological Service and was soon supervising excavations of his own. He was highly regarded for his methodical approach and the measures he introduced to safeguard ancient sites.  In 1907 he was approached by the amateur Egyptologist the Earl of Carnarvon to oversee his Theban excavations. Carter’s painting Under the Protection of the Gods depicting a tomb decoration is dated 1908 and estimated at £7,000-10,000.

In 1914, Carnarvon and Carter were given permission to dig in the Valley of the Kings – Carter’s watercolour of the same name (£5,000-7,000) was painted that year – though work was suspended during the First World War and did not begin in earnest until 1918.

Carnarvon’s ambition was to find the legendary tomb of Tutankhamun, a prize which had eluded earlier archaeologists searching in the area.  By 1922, however, with no progress having been made, he was on the verge of giving up when Carter made his great discovery. It quickly became an international sensation, sparking a craze for all things Egyptian.

Carnarvon’s death from blood poisoning the following year started the story that Tutankhamun’s tomb was cursed. Over the succeeding years any misfortune, however minor, afflicting any figure, however remotely connected to the 1922 discovery, has been attributed to the curse of King Tut.

Howard Carter retired from archaeology soon after his discovery and became and agent for museums and private collectors, He died – of entirely natural causes – in 1937 aged 64.

Arc Lamp, Italian Design Icon

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Tutto ciò che l’uomo costruisce è stato prima disegnato. Se ci pensiamo bene è una frase di cui non afferriamo subito il senso. La vita di tutti i giorni ci porta ad osservare solo il lato pratico delle cose, ci soffermiamo raramente a riflettere sugli strumenti che l’ingegno umano ci ha messo a disposizione ne tantomeno immaginiamo che dietro questi oggetti ci sia qualcuno che con dedizione li abbia pensati e poi disegnati. Il progresso corre veloce e gli oggetti cambiano forma evolvendosi in continuazione e sostituendosi a quelli obsoleti. Ma ci sono forme che lasciano il segno, prodotti che restano nella memoria perché la loro ideazione ha cambiato le cose, ha creato un nuovo standard. Da quel momento quell’oggetto resterà per sempre a testimoniare quel cambiamento e a segnare un epoca con il suo segno distintivo e nel nostro caso quel segno è un arco.

Nel 1962 l’azienda italiana Flos presenta al pubblico una nuova lampada, la Arco ed è subito un successo. Si trasforma immediatamente ad icona del design italiano ed entra a far parte delle collezioni permanenti del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York. Inoltre di recente è divenuto l’unico oggetto di design industriale cui sia riconosciuta la tutela del diritto d’autore al pari di un’opera d’arte. I designer italiani Pier Giacomo e Achille Castiglioni si erano posti l’obiettivo di porre un punto luce in sospensione sopra un tavolo, senza cioè dover essere appeso al soffitto, come un lampadario. Una base in marmo bianco, un lungo arco in acciaio con una sfera al suo estremo, ecco la soluzione. La lampada Arco infatti, a differenza di un comune lampadario sfrutta lo spazio orizzontale grazie alla possente base di marmo di Carrara. Il foro che contraddistingue questo blocco di pietra oltre che essere anch’esso un segno distintivo rende più agevole il suo spostamento, dati i 65 kg di peso. Per spostarla infatti è sufficiente un robusto bastone.

Collegati alla base ci sono le tre sezioni dell’arco ed il tratto retto. E’ così possibile estendere o ridurre l’ampiezza dell’arco. All’estremità di quest’ultimo c’è una cupola formata da due pezzi: una parte forata che proietta sul soffitto i suoi giochi di luce e una parte in alluminio che serve a regolare la direzione della luce. Nei molti anni di produzione la lampada non è stata mai modificata, a parte l’apparato elettrico per le leggi di sicurezza. All’inizio della produzione era disponibile anche una versione con la base in marmo nero, ma oggi non più. Tale oggetto per chi ne trovasse ancora qualcuno sul mercato, ha un valore decisamente superiore alla versione in bianco.

La Arco è presente sul mercato da 52 anni e questo ne ha fatto uno degli oggetti di design più imitati e contraffatti. Nota è l’azione legale che vide coinvolte l’accusante Flos e la parte accusata Semeraro che importava un modello identico della lampada italiana prodotto però in Cina e nominata “Fluida”. All’epoca dei fatti la lampada Arco non godeva più dei diritti di registrazione del design perché scaduti. La Semeraro, quindi, non sarebbe andata contro la legge. Ma ugualmente la Arco nel 2007 riceve, dal Tribunale di Milano, una tutela sul diritto d’autore identica a quella valente per le opere d’arte e così vince la causa. Si tratta di un avvenimento storico per il disegno industriale poiché privo di precedenti e che ha portato alla modifica delle norme allora vigenti.


Everything that man builds is first designed. The life of every day brings us to observe only the practical side of things, we rarely pause to reflect on the tools that men has made ​​ nor imagine that behind these objects there is someone who has designed them with dedication.Progress runs fast and objects change shape constantly evolving and replacing those obsolete. But there are forms that leave their mark, products which remain in memory because their design has changed things, created a new standard. From that moment on these objects will always remain to witness the change and mark an era with its hallmark and in our case that sign is an arc.

In 1962, the Italian company Flos presents to the public a new lamp, the Arc; and it was success. Immediately turns into an icon of Italian design and become part of the permanent collection of the Triennale Design Museum of Milan and the MoMA in New York. Moreover, recently it has become the only object of industrial design have been granted the protection of copyright like a work of art.
The Italian designer Achille and Pier Giacomo Castiglioni had set a goal of putting a light suspended above a table, without having to be hung from the ceiling like a chandelier.

A white marble base, a long steel arch with a ball at its extreme, here is the solution.
The Arc lamp, unlike a common chandelier uses horizontal space due to its powerful base of Carrara marble. The hole that distinguishes this block of stone in addition to being also a hallmark, makes easier its displacement, given the 65 kg weight. It is enough to move a sturdy stick.
Connected to the base there are three sections of the arc and the straight section. So you can extend or reduce the amplitude of the arc. At the edge of the Arc there is a dome formed by two parts: a part with holes in the ceiling that projects its play of light and an aluminum part that is used to adjust the direction of the light.
In the many years of manufacturing the lamp has never been modified, apart from the electric apparatus for safety laws. At the beginning of the production it was also a version with black marble base, but now no more. That object to the market, has a value significantly higher than the white version.

The arch is on the market for 52 years and this has made it one of the most imitated designer items. Is known the legal action between the accusing Flos and the accused Semeraro that made an identical model of the lamp Italian produced in China and named “Fluida”. At the time the Arco lamp did not have the copyright because it was expired. Semeraro, therefore, would not go against the law. But equally the Arc in 2007 received from the Court of Milan, a copyright protection identical to that for the art works and so wins the case. It is a historic event for the industrial design without precedents and that led to the amendment of the rules then in force.