Bonhams and TCM present: The Charlton Heston Collection, Los Angeles on March 22.

Schermata 2016-02-24 alle 17.44.25
Catalogue

Schermata 2016-02-24 alle 17.52.31

“I had the great pleasure of working with Charlton Heston back in 1998 when he sat down with me to record a Private Screenings interview for Turner Classic Movies. Right from the start, he asked me to call him Chuck. Not Charlton or Mr. Heston. And certainly not Charlie. Only his wife was allowed to do that. What followed soon after was a pleasant, affable conversation —although I couldn’t help but think that any infraction of the rules would inspire a clap of thunder, a burning bush or a major earth tremor. And why not? He was, after all, a guy who was known to either cause or survive any number of lightning bolts, earthquakes and other calamities, at least on screen. So why risk it? I called him Chuck. Meeting Chuck in person made you realize immediately that he was the kind of guy you hoped he would be—a straight-shooter, a thinking man, sturdy, dependable and professional. He was also a shy man one who overcame that shyness because of the nature of his business, but still deep down a shy man. So I imagine he’d be a little baffled to think that people would want to purchase his personal memorabilia included in this auction.

But even he admitted the very nature of his work made people look up to him in a way that reflected the impact of the characters he played— rather than the real Chuck Heston. After all he played some imposing men: Moses, Judah Ben-Hur, Thomas Jefferson, Andrew Jackson, John the Baptist, Michelangelo. As he told me in our interview— these were individuals who did remarkable things and it tends to rub off a little bit. Well I for one think Chuck was being a little too self-effacing because the fact of the matter is, he was a very good actor, a devoted husband and family man, social activist and, in my experience, a genuinely nice person. Thankfully, we’ll always have his films to remember him by— and if the bidding goes your way, perhaps you can have a piece of his memorabilia to remember him by in your own way”.

Good luck.

Robert Osborne

Host of Turner Classic Movies


“Ho avuto il grande piacere di lavorare con Charlton Heston nel 1998, quando si è seduto con me per registrare un’intervista per Turner Classic Movies. Fin dall’inizio, mi ha chiesto di chiamarlo Chuck. Non Charlton o Mr. Heston. E no di certo Charlie. Solo alla moglie è stato concesso di farlo. Ciò che è seguito dopo è stata una piacevole conversazione, anche se non ho potuto fare a meno di pensare che da un momento all’altro sarebbe esploso in cielo un tuono o il fragore di una scossa di terremoto in terra. E perchè no? Era, dopo tutto, un ragazzo famoso per essere sopravvissuto a un quantitativo infinito di fulmini, terremoti e altre calamità, almeno sullo schermo. Quindi, perché rischiare? L’ho chiamato Chuck.

Incontrare Chuck di persona mi ha confermato l’idea che avevo di lui cioè che fosse uno straight-shooter, un tipo diretto, affidabile e professionale. Era anche un uomo timido uno che ha superato la timidezza grazie al suo lavoro, ma ancora in fondo un uomo timido. Quindi immagino che sarebbe stato un po’ perplesso a sapere che il pubblico sarebbe stato interessato ad acquistare gli oggetti inseriti in quest’asta.
Ma onestamente non posso nascondere di essere stato influenzato dal pensiero di avere di fronte l’attore Charlton Heston. Dopo tutto ha interpretato ruoli imponenti: Mosè, Ben-Hur, Thomas Jefferson, Andrew Jackson, Michelangelo. Era un ottimo attore, un marito e padre di famiglia devoto, attivista sociale e, come se non bastasse, un bellissimo uomo. Per fortuna, avremo sempre i suoi film per ricordarlo e se sei fortunato, forse riuscirai ad avere un suo oggetto per ricordarlo a modo tuo. In bocca al lupo”.

Robert Osborne

Turner Classic Movies

Watch the 1959 Ferrari 250 GT Competizione Alloy Berlinetta – THE QUAIL LODGE AUCTION August 14, 2015

Third Overall at 1959 Tour de France, The Montlhéry and Watkins Glen Winning Cavallino Classic Platinum Award Winner.

ten-10-million-dollar-cars-for-pebble-beach-26@2x.png1959 Ferrari 250 GT Competizione Alloy Berlinetta

Coachwork by Scaglietti – Design by Pinin Farina – Ferrari Classiche Certified – US$ 9 mln – 12 mln

THE QUAIL LODGE AUCTION 

August 14, 2015 at 11am Quail Lodge & Golf Club – Carmel, California

 

Time & Towns: the biggest sundial in the world

“L’architettura è la testimonianza dell’aspirazione dell’uomo a vincere il tempo innalzando l’ordine nello spazio” – Hermann Broch, la morte di Virgilio, 1945 –

Il tempo scorre, fluisce ma non passa. E l’uomo da secoli inventa, costruisce, intesse allo scopo di intrappolarlo nella dimensione della memoria. Ed ecco che per razionalizzarne la sua forma impalpabile si inventa uno strumento magnifico capace di segnare minuto dopo minuto il suo scorrere inesorabile e costruisce edifici immensi capaci di fermare l’attimo che fugge perché il suo passaggio non sia stato vano.

Il sole fu il primo mezzo che l’uomo usò per misurare il tempo e la meridiana la prima invenzione per misurarlo. Il Sundial Bridge è la meridiana piu grande del mondo. Il progetto costato 23,5 milioni di dollari è stato finanziato per la maggior parte dalla Fondazione McConnel con la speranza che la struttura possa diventare una nuova “pietra miliare” della cittadina del nord della California. L’opera dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava inaugurata il 4 luglio 2004, attraversa il Sacramento River nel cuore di Redding, in California, e collega le estremità nord e sud del Turtle Bay Exploration Park. La sua struttura composta da un immenso pilone alto 66 metri collega 14 cavi di acciaio che sostengono le grandi travi reticolari, anch’esse in acciaio, e la superficie di vetro traslucido della campata.

L’allusione all’orologio solare presente nel nome del ponte è dovuta al particolare orientamento per cui l’alto pilone, proiettando a terra la propria ombra (che si sposta di circa 30 centimetri al minuto), indica le ore del giorno nel solstizio d’estate. Le ore sono segnate su sfere di cemento disposte in un grande spiazzo alla base del pilone.

Il grande risultato di Calatrava è sempre stato quello di creare un’opera simbolo: leggerezza e trasparenza sono peculiarità della struttura, che nell’immaginario dell’architetto spagnolo doveva invitare “i passanti a soffermarsi lungo il fiume, aprire gli occhi sull’acqua e sul cielo”. E ne è testimonianza la scelta dei materiali: acciaio, vetro e granito, che fanno del Sundial Bridge una meraviglia tecnologica.

A cura dell’Architetto Francesca Galvez

francesca.galvez.architetto@gmail.com

 

 

“Architecture is the testimony of the aspiration of man to conquer time by raising the order in space” – Hermann Broch, The Death of Virgil, 1945 –

Time flows, flows but does not pass. And the man for centuries invents, manufactures, weaves in order to trap him in the memory size. And so in order to rationalize its shape impalpable invents a wonderful tool capable of scoring by the minute its inexorable and constructs buildings immense able to stop the fleeting moment because his passing was not in vain.

The sun was the first half the man he used to measure time and before the invention of the sundial to measure it. The Sundial Bridge is the largest sundial in the world. The project cost $ 23.5 million was funded mostly by the McConnell Foundation with the hope that the structure can become a new “milestone” in the city in Northern California. The work of the Spanish architect Santiago Calatrava opened July 4, 2004, spans the Sacramento River in the heart of Redding, California, and connects the northern and southern ends of the Turtle Bay Exploration Park. Its structure consists of a huge 66-meter high pylon connecting 14 steel cables that support the large trusses, also made of steel, and the surface of translucent glass of the span.

The allusion solar clock present in the name of the bridge is due to the particular orientation for which the high pylon, projecting its shadow on the ground (which moves about 30 centimeters per minute) indicates the hours of the day in the solstice ‘summer. The hours are marked on the concrete spheres arranged in a large open space at the base of the pylon.

The great achievement of Calatrava has always been to create a symbolic lightness and transparency are characteristics of the structure, which in the imagination of the Spanish architect had to invite “the passers-by to linger along the river, open your eyes water and on the sky. “It bears witness to the choice of materials: steel, glass and granite, which make the Sundial Bridge a technological marvel.

Edited by architect Francesca Galvez

francesca.galvez.architetto@gmail.com

Le perle nel paniere di Bonhams in California ad Agosto

Assieme alla GTO postata in precedenza l’asta Bohnams (15 agosto 2014, Quail Lodge’s California) propone alcune tra le auto d’epoca più quotate attualmente. Tra tutte si nota la splendida Ferrari 312T4 del 1979 di Gilles Villeneuve vincitrice in Sud Africa quell’anno (1.1/1.5 mlm euro). Una vettura che testimonia (se ce ne fosse bisogno…) quanto è cambiata la Formula 1 di oggi e quanto si sia spersonalizzata con tutta quella elettronica e quel carbonio che assimilano le vetture più a degli aerei. Basta dare una rapida occhiata alle foto qui sotto per rendersi conto di ciò. Sticker adesivi fatti a mano che indicano pulsanti d’emergenza, i pedali incassati in fondo a un tunnel d’alluminio, il pedale del gas gigantesco come Gilles lo voleva per spingere sempre al massimo senza la paura che scappi via il piede. Quel cruscotto a lancette… L’anno seguente, il 1980, la Ferrari introdusse i motori Turbo e nel 1982 il grande Gilles volò in uno schianto a bordo della sua Ferrari 126 C2 durante le prove del GP del Belgio. Raggiunse così, a 32 anni, gli altri miti della Formula 1.

Una magnifica Cobra Shelby del 1963 che parte da una base di 960/1.1 mln di euro.

Una Mercedes Roadster SL300 del 1957 (base 850/1 mlm euro), un’altra Roadster SL300 del 1963 (1.4/1.6 mlm euro), più un splendida 300 SL ali di gabbiano del 1954.

Una Ferrari 275 GTB del 1966 (1.9/2.4 mlm euro), una Ferrari 246 GT del 1972 di un rosso granata bellissimo (210/240 mila euro), una GTS del 1973 (370/440 mila euro) e l’immancabile Ferrari 365GTS/4 DAYTONA (1.9/2.4 mlm euro).

http://www.bonhams.com

Together with the GTO posted earlier in the auction Bohnams (August 15, 2014, Quail Lodge’s California) offers some of the most classic cars currently listed. Among all you notice the stunning Ferrari 312T4 1979 Gilles Villeneuve winner in South Africa that year (1.1 / 1.5 mlm euro). A car that witnesses (if any were needed …) what has changed the Formula 1 today and how it is depersonalized with all the electronic and the carbon that assimilate more cars to airplanes. Just take a quick look at the pictures below to realize this. Sticker stickers handmade indicating emergency buttons, pedals collected in the bottom of a tunnel made ​​of aluminum, the gas pedal as giant Gilles wanted him to always push to the limit without the fear of running away your foot. That dashboard hands … The following year, 1980, Ferrari introduced the Turbo engines, and in 1982 the great Gilles flew in a crash aboard his Ferrari 126 C2 during practice for the Belgian Grand Prix. Reached so, at age 32, the other myths of Formula 1.

A magnificent 1963 Shelby Cobra that starts from a base of 960 / 1.1 million euro.

 

A Mercedes SL300 Roadster 1957 (based mlm EUR 850/1), another SL300 Roadster 1963 (1.4 / 1.6 mlm euro), plus a beautiful 300 SL gullwing 1954.

A 1966 Ferrari 275 GTB (1.9 / 2.4 mlm euro), a 1972 Ferrari 246 GT of a beautiful garnet red (210/240 thousand euro), a 1973 GTS (370/440 thousand euro) and the inevitable Ferrari 365GTS / 4 DAYTONA (1.9 / 2.4 mlm euro).

 

http://www.bonhams.com