Preview | An exceptional and extremely rare gold Patek Philippe Ref. 1518 soon here on

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Presto qui su meridianae un report fotografico su un favoloso e rarissimo Patek Philippe Ref. 1518 in oro giallo in condizioni eccezionali. L’occasione per osservare nel dettaglio l’orologio che solo sabato scorso presso Phillips a Ginevra ha stabilito il nuovo record assoluto per un orologio da polso venduto all’asta.
La condizione incredibile di questo segnatempo assieme alla sua rarità fanno di questa referenza 1518 un vero e proprio trofeo per gli intenditori di complicazioni Patek Philippe. Probabilmente l’esemplare in oro giallo più bello mai apparso sul mercato e quello che detiene il record di aggiudicazione e in asta. Stay in touch.

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Phillips Auction | New world record: Stainless Steel Patek Philippe Ref. 1518 sold for over €10.2 million

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Ed ecco a voi l’orologio da polso più costoso mai venduto all’asta. Il Patek Philippe Ref. 1518 cronografo con calendario perpetuo è stato venduto ieri sera per 11,002 milioni di CHF (più di 10,2 milioni di euro) da Phillips Bacs & Russo a Ginevra, prezzo comprensivo di oneri dell’acquirente. L’asta è stata contesa da una decina di offerenti ed il prezzo di aggiudicazione finale è stato 9,6 milioni di franchi. Il 1518 conquista il titolo di più costoso orologio da polso al mondo “rubandolo” al Patek Philippe ref. 5016 che lo ha conquistato un anno fa.

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More info on Phillips

Phillips | His Majesty Patek Philippe Ref. 1518 in steel at The Geneva Watch Auction Four

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Nel 1941, durante i disordini della Seconda Guerra Mondiale, un piccolo ma importante evento ebbe luogo luogo a Basilea in Svizzera, qualcosa che ha cambiato per sempre la manifattura orologiera svizzera. Fu alla Swiss Watch Fair di Basilea (Baselworld oggi), che Patek Philippe introdusse quello che divenne un orologio da polso rivoluzionario la referenza 1518.

Fu il primo cronografo con calendario perpetuo da polso mai prodotto in serie da qualsiasi casa e, data l’incertezza politica del tempo, Patek Philippe dimostrò un notevole coraggio. Si trattò di una vera e propria pietra miliare nella storia dell’orologeria che poneva le basi per il dominio della Patek Philippe nell’alta gamma dell’orologeria svizzera.

Da sempre in anticipo sui tempi, Patek Philippe ha continuato ad usare la sua estetica senza tempo come base per una lunga serie di orologi complicati di successo come le referenze 2499, 3970, 5970, e 75 anni più tardi, ancora oggi la 5270. Patek Philippe produsse 281 esemplari di 1518, la stragrande maggioranza in oro giallo, 55 in oro rosa e solo 4 sono noti nella versione in acciaio.

Solo dagli anni ’70 Patek Philippe ha cominciato a produrre regolarmente orologi in acciaio in numero significante. Oro e altri metalli nobili erano di gran lunga più utilizzati per ospitare questi prestigiosi. Solo raramente venivano richiesti esemplari in acciaio in particolare da professionisti, come medici e ingegneri che desideravano associare ai pregiatissimi calibri robuste casse che potevano convivere con la loro attività spesso frenetica e ricca di spostamenti.

L’acciaio è quindi di gran lunga il materiale più raro che Patek Philippe abbia scelto di utilizzare per quasi tutto il XX secolo per i suoi orologi complicati considerando il valore estremamente elevato dei movimenti. Ed è questa, la scarsità assoluta, che oggi fa sì che il valore di questa Referenza 1518 possa candidarsi per stabilire il più alto record mai registrato per un orologio da polso in asta.

Oggi, la referenza 1518 è un’icona grazie al suo stile classico e la sua eleganza senza tempo; possedere uno è considerato l’obiettivo massimo raggiungibile per un collezionista di complicati Patek Philippe. Si tratta di orologi da polso che sono considerati e valutati come vere e proprie opere d’arte e possederne un esemplare è un privilegio di cui pochi fortunati possono godere.

Phillips Auction è orgogliosa di essere protagonista di un evento senza precedenti con l’inserimento a catalogo del mitico e quasi mai visto Patek Philippe Ref. 1518 in acciaio.

The Geneva Watch Auction: Four

 

 

 

Christie’s | Nick Foulkes parla del Patek Philippe Nautilus

 

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Il Patek Philippe Nautilus è un orologio che Nick Foulkes ama e ha conosciuto per molti anni. “Sono ancora colpito dalla sua fierezza”, afferma l’autore, giornalista e direttore di On Time, supplemento orologiero semestrale di Vanity Fair.

Foulkes ci confida che il suo interesse per gli orologi ha avuto inizio negli anni ’70. “Mi piacciono come oggetti del passato. Tutto stava diventando elettrico, digitale e al quarzo, quando per pochi soldi ho potuto acquistare un orologio meccanico con una splendida patina, come se provenisse da un altro tempo. Nessuno allora avrebbe immaginato che questi complicati segnatempo avrebbero dato inizio alla loro rinascita proprio in quel momento”.

Il Nautilus è stato lanciato nel 1976, proprio quando l’industria orologiera stava entrando nel suo periodo più nero, noto come “The Quartz crisis”. E ‘stato un orologio che ha sfidato il pensiero contemporaneo e che ha segnato una nuova era. La caratteristica principale del Nautilus non era semplicemente che fosse in acciaio, ma che Patek Philippe l’avesse concepito in acciaio. “Il concetto di un orologio di lusso all’epoca corrispondeva ad un oggetto sottile, rotondo e in oro. Il Nautilus non era certo appariscente ma era diverso e conquistò il mondo rivoluzionando l’idea stessa della sua categoria”.

Foulkes descrive il Nautilus come un orologio che insiste quasi completamente nel suo design, con la sua cassa integrata nel bracciale ed il suo celebre quadrante incorniciato da un oblò. “Se siete in viaggio per 200 o 300 giorni all’anno e non potete portare i vostri Picasso con voi potete almeno gioire di un paio di questi segnatempo. Li trovo oggetti molto coinvolgenti”, conclude. “Ritengo che siano vere e proprie opere d’arte”.

Info on: Christie’s

Auction | In asta da Gardiner Houlgate un rarissimo Submariner Explorer dial

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Se si conoscono i Rolex d’epoca, si sa quanto sono rari i Submariner con quadrante Explorer. E questo è il caso (non certamente l’ennesimo) di un esemplare che è stato a un passo da una catastrofica perdita di valore ed è ora in asta offerto dal suo proprietario originale.

Il pericolo risale a 20 anni fà quando il suo attuale proprietario mandò in revisione l’orologio chiedendo di sostituire il quadrante con uno nuovo ma fortunatamente il buon senso del titolare del negozio a cui si rivolse salvò l’orologio.

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Questa referenza 5513 fu acquistata dalla moglie del proprietario per £ 69.10 nel 1966, circa £1.000 attuali, per la nascita del loro primo figlio. Da allora è appartenuto sempre alla stessa famiglia che oggi lo ha messo sin asta da Gardiner Houlgate, dove di recente un altro Submariner/Explorer ha raggiunto la considerevole somma di £192.000. Una bella premessa.

 

Bonhams | Famous Rolls-Royce “more like the throne room at Versailles than a car” for sale at Bond Street Sale

A unique Rolls-Royce Phantom I, estimated at £500,000-700,000

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A unique Rolls-Royce Phantom I built in 1926 for the American businessman Clarence Gasque as a gift for his wife Maude, is one of the star lots at Bonhams Bond Street Sale in London on 4 December. It is estimated at £500,000-700,000.

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Maude Gasque, a Woolworth’s heiress, had a passion for French 18th century history and design and her husband, who was the Finance Director of Woolworth’s UK operation, wanted the car’s interior to have a French theme. (He also stipulated that it should be grander and more lavish than the Rolls-Royce Silver Ghost made for his Woolworth colleague Surefire Snow). Setting no limit on the budget, he left the details to the Wolverhampton based coachbuilders, Charles Clark and Sons. Clark’s owner, John Barnett, had the inspired idea of using a Marie Antoinette sedan chair he had come across at the Victoria and Albert Museum as a model. The result was a spectacular confection more resembling the throne room at Versailles than the inside of a car. On delivery, the Rolls-Royce cost £6,500, of which £4,500 had been spent on the interior – (£500 was enough in 1926 to buy a house).

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Craftsmen from the famous carpet makers, Aubusson, in France, spent nine months working on a tapestry for the rear seats at a cost of £500. In keeping with a car that would come to be known as The Phantom of Love, naked cherubs featured prominently in the exotic interior, appearing in painted scenes on the ceiling and as lighting supports at the rear corners. Additional lighting was concealed behind the ceiling’s carved and gilded cornice. A bow-fronted drinks cabinet, reminiscent of an antique commode or chiffonier, was mounted on the internal division, concealing fold-down, inward-facing occasional seats – also upholstered in tapestry – in cupboards at either side. Surmounting this elaborate division was a small French ormulu clock and two French porcelain vases containing gilded metal and enamel flowers. In honour of the Gasque family’s French origins, Barnett devised a faux coat of arms at his client’s request, which was applied to the rear doors.

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The bow-fronted drinks below a cherubic scene painted on the ceiling
Sadly, Clarence died in 1928 and in 1937 Maude – who lived until 1959 and spent the rest of life promoting vegetarianism – put The Phantom of Love into storage. She sold it in 1952 to the well-known Rolls-Royce car collector Stanley Sears, and it subsequently passed through the hands of enthusiasts in Japan and the USA before returning to the UK and its most recent owner.
Bonhams Senior Motor Car Specialist Rob Hubbard said, “Extensively illustrated and described in numerous books and magazine articles about the Rolls-Royce marque, The Phantom of Love is, arguably, the most famous surviving Rolls-Royce after ‘AX 201’, the factory owned 1907 Silver Ghost. Unique and well documented, it is of the highest quality and without question one of the very finest examples of art and craftsmanship applied to an automobile. The Phantom of Love would grace any important private collection or make a wonderful exhibit for a museum display.”

Shop | The Oredelmondo New & Modern Watches Collection

The new & and modern watches collection selected by Andrea Foffi

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Market | Il nuovo Zenith Cronometro Tipo CP-2 Heritage

Per gli amanti degli orologi d’epoca, il lancio di una ri-edizione invoca spesso un forte senso critico per qualcosa di iconico che si ritiene già perfetto. E l’uscita sul mercato del nuovo Zenith Cronometro Tipo CP-2, molto fedele alla versione originale Cairelli del 1960, non fa eccezione.

La cassa di 43 millimetri è come quella del Cairelli anni ’60, ma il movimento è sostanzialmente differente. A quel tempo, il calibro a carica manuale era il 146 DP, il nuovo CP 2 invece è alimentato da un El Primero, che sarebbe stato impossibile utilizzare nei primi anni ’60 dal momento che non era stato ancora inventato. Uscì infatti nel 1969 come primo cronografo automatico.

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È importante sottolineare che il calibro 4069 Zenith permette di rispettare la configurazione a due registri dell’originale. Inoltre, la sua natura automatica potrebbe non essere un tale anacronismo se si considera che l’esercito italiano finì per sostituire l’originale Cairelli con i cronografi automatici di Heuer e Lemania nel 1980. Quindi non è sbagliato pensare che l’esercito italiano avrebbe scelto uno Zenith automatico se lo avesse avuto disponibile all’epoca.

Il logo Zenith è collocato in basso rispetto alla versione originale e con una stella applicata invece che marcata. La scritta A. Cairelli – Roma è sostituita dalla meno fascinosa Automatic. C’è un motivo per questo, si chiama copyright, Zenith infatti non possiede i diritti per il marchio Cairelli. In ogni caso è stata riprodotta la scritta Cronometro Tipo CP 2 sul fondello come il vecchio originale.

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Sulla cassa è montato un vetro zaffiro bombato a richiamare quello in plastica originale, sul fondello è inciso il numero relativo alla serie limitata di 1000 pezzi.

Sicuramente si tratta di una interpretazione più che convincente di un orologio simbolo di un’epoca che dimostra quanto la Zenith sia orientata a scommettere sul suo glorioso patrimonio storico.

Info su Zenith

Catalog | THE LONDON TO BRIGHTON VETERAN CAR RUN SALE Veteran Motor Cars and Automobilia

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Shop | Universal Aero-Compax 24h Ref. 890100/01 two time zone

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Con il suo quadrante da 24 ore e la lunetta girevole pr un secondo fuso orario, questo Universal Geneve Aero-Compax Ref. 890100/01 è un cronografo ideale sia per il viaggiatore che per il pilota. Il quadrante si distingue anche per un esclusivo contatore a 15 minuti utile ai piloti per procedere al primo check dopo il decollo. Questa specifica è stata realizzata partendo dal movimento originario Venus 178 e poi segnato UG 90.  Come ci si può aspettare da uno strumento così focalizzato, la dimensione della cassa (41 mm) è molto più grande rispetto alla maggior parte dei cronografi ad uso civile prodotti da Universal Genève.

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