What’s that?

Mi sono imbattuto in questi due orologi. Se per l’Eberhard non è difficile fare considerazioni per il secondo non essendoci impresso nessun logo ma solo la provenienza svizzera lascio aperte le ipotesi. L’unico indizio è che si trova in condizioni originali per le sue origini “parentali” e risale agli anni ’40.

Appia Regina Viarum…

Là dove nasceva la via Appia “regina viarum”, ovvero a Roma e più precisamente presso porta San Sebastiano, sono snocciolati a poche centinaia di metri gli uni dagli altri alcuni tra i più importanti siti archeologici della capitale. E’ impressionante  quanta storia sia racchiusa in così poco spazio. Il sepolcro degli Scipioni, Porta San Sebastiano, la tomba di Cecilia Metella e soprattutto il Circo di Massenzio. Quest’ultimo è incredibilmente ben conservato e rappresenta l’unico esempio del suo genere ancora perfettamente visibile a Roma. Tutti però conoscono il Circo Massimo, ne parlano film, gli innumerevoli concerti ed eventi che ospita ogni anno e naturalmente ne parla la storia. Un luogo mitico, quasi mitologico lei cui immagini sono rappresentate in numerosi mosaici sparsi per l’Italia. Per esempio In Sicilia presso la Villa di Piazza Armerina se ne ammirano alcuni grazie ai quali è stato possibile ricostruire importanti fasi delle corse e pergiunta alcuni aspetti della vita sugli spalti. Ma tornando al Circo di Massenzio, possiamo ammirarlo passeggiando sul primo tratto della Via Appia antica. Ci appare sulla sinistra seminascosto dal mausoleo di Romolo (figlio di Massenzio) e da un dosso che lo fiancheggia. Quasi non si avrebbe voglia di lasciare per un momento il percorso verso il lastricato antico dell’Appia per scendere quel lieve declivio. Ma non appena scesi, il circo ci appare in tutta la sua grandezza e restiamo senza fiato. E’ lì, è sempre stato lì e ti chiedi come mai hai atteso così tanto per vederlo. Lo sguardo invade il circo dalla curva dei “carceres”, le scuderie dove si preparavano  i carri e cocchieri, poi prosegue verso la lunga “spina” che delimitava il centro della pista e in fondo si vede ancora la curva con l’arco trionfale. Sei ancora lì impalato ad ammirare questa maestosa scena che quasi cominci a sentire le grida della folla, quando qualcuno tirandoti per la maglia ti ricorda che il cammino deve continuare ed è ancora lungo. Non vorresti mai lasciare quel luogo ma il tempo fugge inesorabile e devi proseguire, ma tornerai ancora e ancora…

Il tempo e il relax…

Tempus fugit… Sappiamo bene cosa intendeva Virgilio ma sappiamo anche che spenderlo al meglio è da sempre la nostra missione. Perché non trascorrerlo immersi nella natura in completo relax? Vicino Roma abbiamo scoperto quest’oasi di pace che nel suo clima così anticonformista ti avvolge facendoti dimenticare il tempo. Si può trascorrere una giornata consumando un brunch e rilassandosi in mezzo al verde o in piscina. Oppure si può passare un week end in una delle originalissime stanze a tema, fare delle escursioni e al ritorno abbandonarsi ai trattamenti nella spa. Il tempo non fugge in questa oasi, il tempo è fermo e ti attende.

http://www.ille-roif.it/ita/index.html

 

Roger Federer & Rolex

Parlando di Roger Federer un appassionato di Tennis non può che pensare alla perfezione, a qualcosa che esiste in piena armonia con ciò che la circonda. Il suo gesto fluido, la precisione, la grazia, il suo essere “smooth” lo hanno fatto entrare nella legenda di questo sport, tra gli immortali. Con il suo maturare, Roger ha 32 anni, il suo stile si è addirittura raffinato, ha acquisito valore e bellezza con il tempo. Come il buon vino o come un bell’orologio. Da tempo Roger è sinonimo di qualità e non sono pochi gli sponsor che lo hanno voluto come uomo immagine. Sono ricorsi a lui Nike, Mercedes, Credit Swiss, Moet & Chandon nonché naturalmente Rolex. La collaborazione tra l’azienda leader di orologi da polso ed il campione svizzero dura ormai da anni e si associa facilmente a questo connubio un altro marchio sinonimo di eccellenza: Wimbledon. Da moltissimi anni il centrale del “tempio del Tennis” si veste soltanto di verde e rinuncia alle generose offerte degli sponsor per aggiungere solo un nome sul suo abito: Rolex. Da quando si ha memoria del centrale ognuno di noi ha visto quel marchio impresso sul tabellone del centrale. Quasi fosse il marchio del centrale stesso, un messaggio silenzioso ma preciso, definitivo. Ricordo che da ragazzino osservando il tabellone mi chiedevo cosa fosse quel nome e perché era l’unico messaggio scritto su quel manto verde che avvolgeva tutto. Oggi come allora quel nome è lì a ricordarci che le cose fatte bene durano, le cose belle si ricordano e le tradizioni resistono al tempo. Roger Federer, Rolex e Wimbledon oggi sono un tutt’uno a rappresentare questo concetto ed ogni anno, tra giugno e luglio ne abbiamo la dimostrazione.

 

Steve McQueen & Rolex

Sono stato un fan di Steve McQueen fin da quando lo vidi per la prima volta nei suoi avventurosi film degli anni ’70. Sempre a dividersi tra le corse scapicollate in moto o in macchina e delle splendide ragazze. Aveva ragione a dire “non so se sono un pilota che fa anche l’attore o un attore che fa anche il pilota”. Quando è morto ho sentito un tuffo al cuore, come se fosse mancato un parente, un vecchio amico di famiglia, il tipo che arriva sempre all’improvviso a bordo del suo bolide e che illumina la casa con i suoi racconti coinvolgendo tutti. Un personaggio strano con uno sguardo malinconico che non potevi non notare e mentre eri lì a capire se era anche un bravo attore, ti aveva già conquistato. Al suo polso non potevano mancare orologi che hanno lasciato il segno che come lui hanno segnato il tempo, un epoca e hanno scritto la storia: il Rolex Explorer II R.1655 e il Submariner R.5512.