Now on the Shop: the Heuer Monaco Steve McQueen ref. 1133

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Il nome di Steve McQueen viene universalmente legato al mondo dei motori e con essi ad alcuni orologi ormai culto tra gli appassionati. Come ad esempio l’Heuer Monaco. Tutto è nato durante le riprese del film effettuate nel corso della 24ore di Le Mans del 1970. Per essere meglio credibile nella parte del personaggio che interpretava, Steve ha consultato un suo amico: il pilota svizzero e ambasciatore Heuer e Gulf, Jo Siffert. Su richiesta di McQueen, Siffert ha prestato all’attore la sua tuta bianca che recava la scritta “Heuer” sul petto e i colori Gulf. Per completare il look, McQueen ha scelto di indossare nel film il nuovo Heuer Monaco. Da allora, il modello è stato denominato il “McQueen Monaco”. Purtroppo Siffert morì l’anno successivo durante una gara che celebrava il secondo titolo di Jackie Stewart. L’ultima auto che “Jo” guidò alla 24 ore di Le Mans fu la stessa Porsche 917 LH azzurro arancio sponsorizzata Gulf guidata da Steve nel film Le Mans.copertina

In aggiunta a questa cornice puramente Racing, l’innovativa cassa quadrata fu una svolta radicale rispetto ai quadranti rotondi degli anni ’60. Anche se la produzione è stata interrotta verso la metà degli anni 1970, una replica del Monaco è stata presentata con un nuovo design nel 1998 in risposta alla crescente popolarità di McQueen. Le prime versioni dell’originale furono prodotte con due diverse combinazioni di colori. La prima (rappresentata dalla lettera B sulla referenza) aveva un quadrante blu. La seconda (rappresentato dalla lettera G) aveva un quadrante grigio.FullSizeRender-10

Il modello con quadrante grigio è il meno popolare tra i collezionisti. La referenza 1133 Heuer Monaco fu presentata contemporaneamente a Ginevra e a New York nel 1969. Fu il primo cronografo a micro-carica automatica resitente all acqua. Il nome di McQueen continua ad essere associato con l’orologio. TAG Heuer ha capitalizzato la sua popolarità e utilizza sequenze filmate di McQueen con al polso il Monaco nelle sue campagne pubblicitarie. La presenza tra i collezionisti di un esemplare in ottime condizioni è estremamente rara e quello in vendita nello shop è un prima serie. Cassa a scatto a due pezzi monoblocco con pulsanti a pompa, il quadrante è l’originale “B” con indici al trizio, movimento a carica automatica calibro Buren 11.

For sale on meridianaeshop.com

 

 

Bonhams becomes the official auction partner of the Ferrari Owners’ Club of Great Britain

 

AM15_r150_001Bonhams International auctioneers are delighted to announce their appointment as the official auction partner for the Ferrari Owners’ Club of Great Britain in a new three year agreement.

“This is tremendous news for Bonhams and follows on from our strategic partnership with other Clubs. We look forward to working with the FOC on a number of initiatives and of course offering support to Club members” said James Knight, Bonhams Group Director of Motoring.

Bonhams record-breaking motoring department consistently achieve excellent prices for Ferrari models. This includes the world record for the most valuable car in history to be sold at auction – the 1962 Ferrari 250 GTO Berlinetta, sold for $38,115,000 (£22,843,633).
GTOhammerThe GTO is one in a long line of models from the ‘prancing horse’ that Bonhams have sold at auction, including the remainder of the Maranello Rosso Collection of ten important Ferraris, sold for a combined total $65,945,000 (£39,522,440).

Ferrari Owners’ Club of Great Britain Chairman, Nigel Chiltern-Hunt commented: “We are delighted to welcome Bonhams as our Official Auction Partner and look forward to working with them over the next three years, particularly in developing our new Bonhams Parc Ferme Ferrari racing car feature at our 2016 National Event and EFG Concours.”

The Ferrari Owners’ Club of Great Britain has 3,000 members representing 65% of Ferrari ownership in the UK.

For further information on Bonhams record breaking motoring department, visit: https://www.bonhams.com/departments/MOT-CAR/.

 

 

Michael Schumacher Benetton-Ford to be offered at Bonhams Bond Street Sale

Nel 1992 Michael Schumacher conquistò il suo primo podio, in quello che sarebbe diventato l’ultimo Gran Premio del Messico di sempre. L’auto che ce lo ha portato, la Benetton-Ford B191B One Racing F1, sarà all’asta di Bonhams a Bond Street con una stima di £ 240,000-300,000.

Il podio del Messico è stato conseguito quando Michael era all’ottava gara della sua nascente carriera e ha segnato l’inizio della sua carriera leggendaria. La vettura oggi è esattamente la stessa di questa gara storica. Solitamente queste monoposto non arrivano ai collezionisti in condizioni di essere utilizzate, al contrario, quella in questione è in piena efficienza e pronta per emozionare il suo nuovo proprietario.

Questa F1 non ha solo tenuto a battesimo un campione come Schumacher ma è anche quella che ha accompagnato il brasiliano Nelson Piquet attraverso il suo ultimo Gran Premio sulla bellissima pista di Adelaide nella stagione 1991. Questa magnifica auto da corsa è stata protagonista di una carriera fantastica ed ora, più di due decenni dopo il suo debutto, può rendere orgoglioso ogni collezionista.

L’asta Bonhams di Bond Street si svolge presso la sede Bonhams di Londra il 30 novembre 2014.

By Andrea Foffi e Manuel Galvez

www.meridianae.com – info@meridianae.com

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In 1992 Michael Schumacher raced to his first ever podium finish, taking third place in what was to become the last ever Mexican Grand Prix*. The car that took him there, the Benetton-Ford B191B Formula One Racing Single-Seater, is to be offered as part of Bonhams Bond Street Sale with a pre-Sale auction estimate of £240,000-300,000.

Schumacher’s Mexican place was only the eighth race of his fledgling career, and heralded the start of many podium appearances for the seven-time Formula One World Champion. Qualifying third fastest of the 30 entries, he tore round to score his first ever Formula One ‘podium’ finish, with third place. The car today is liveried in the same specification to this historic race. He then followed up that performance in the Benetton-Ford by qualifying fifth fastest in it for the Brazilian Grand Prix at Interlagos, and again finishing third for the second top-three finish of his now legendary Formula 1 career. The car was then retired from active service.

Unusually for many historic Grand Prix single-seaters, this car is in full working order and thus enables the new owner the opportunity to drive, or race, the same car that Schumacher raced. The magnificent Benetton-Ford provided landmark performances in the career of not just Schumacher, but three great drivers who campaigned it in the early 1990s.

“Chassis 6 is highly respected as the Benetton that took Schumacher to his first podium position. But, that’s not where the story ends, for this was also the car that took three-time Formula One World Champion driver, Brazil’s Nelson Piquet, through his last Grand Prix on the beautiful Adelaide street and parkland circuit in the 1991 season,” said James Knight, Bonhams International Head of Motoring.

“For his Benetton debut, chassis 6 then went on to take present-day Formula One TV commentator and highly-respected pundit Martin Brundle to eighth in the South Africa Grand Prix of 1992. This car really has enjoyed a fantastic career, and now more than two decades after it’s debut, it can make an exciting addition to any enthusiasts motoring collection.”

Bonhams Bond Street Sale takes place at Bonhams London headquarters on 30th November 2014. With only 35 entry slots available and several motor cars already consigned, the annual event is set to be another exciting auction from Bonhams record breaking motoring department.

By Andrea Foffi e Manuel Galvez

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Heuer Monaco “Steve McQueen” del 1970 by Oredelmondo.com

Come ho già scritto precedentemente, sono stato un fan di Steve McQueen fin da quando lo vidi per la prima volta nei suoi avventurosi film degli anni ’70. Sempre a dividersi tra le corse scapicollate in moto o in macchina e delle splendide ragazze. Aveva ragione a dire “non so se sono un pilota che fa anche l’attore o un attore che fa anche il pilota”. Quando è morto, nel 1980, ho sentito un tuffo al cuore, come se fosse mancato un parente, un vecchio amico di famiglia, il tipo che arriva sempre all’improvviso a bordo del suo bolide e che illumina la casa con i suoi racconti coinvolgendo tutti. Un personaggio strano con uno sguardo malinconico che non potevi non notare e mentre eri lì a capire se era anche un bravo attore, ti aveva già conquistato…

Oggi il suo nome viene universalmente legato al mondo dei motori e con essi ad alcuni orologi ormai culto tra gli appassionati. Come ad esempio l’Heuer Monaco.Tutto è nato durante le riprese del film effettuate nel corso della 24ore di Le Mans del 1970. Per essere meglio credibile nella parte del personaggio che interpretava, Steve ha consultato un suo amico: il pilota svizzero e ambasciatore Heuer e Gulf, Jo Siffert. Su richiesta di McQueen, Siffert ha prestato all’attore la sua tuta bianca che recava la scritta “Heuer” sul petto e i colori Gulf. Per completare il look, McQueen ha scelto di indossare nel film il nuovo Heuer Monaco. Da allora, il modello è stato denominato il “McQueen Monaco”. Purtroppo Siffert morì l’anno successivo durante una gara che celebrava il secondo titolo di Jackie Stewart. L’ultima auto che “Jo” guidò alla 24 ore di Le Mans fu la stessa Porsche 917 LH azzurro arancio sponsorizzata Gulf guidata da Steve nel film Le Mans.

In aggiunta a questa cornice puramente Racing, l’innovativa cassa quadrata fu una svolta radicale rispetto ai quadranti rotondi degli anni ’60.Anche se la produzione è stata interrotta verso la metà degli anni 1970, una replica del Monaco è stata presentata con un nuovo design nel 1998 in risposta alla crescente popolarità di McQueen. Le prime versioni dell’originale furono prodotte con due diverse combinazioni di colori. La prima (rappresentata dalla lettera B sulla referenza) aveva un quadrante blu. La seconda (rappresentato dalla lettera G) aveva un quadrante grigio.

Il modello con quadrante grigio è il meno popolare tra i collezionisti.L’1133 Heuer Monaco fu presentato contemporaneamente a Ginevra e New York nel 1969. L’orologio fu il primo cronografo a micro-carica automatica resitente all acqua.Il nome di McQueen continua ad essere associato con l’orologio. TAG Heuer ha capitalizzato la sua popolarità e utilizza sequenze filmate di McQueen con al polso il Monaco nelle sue campagne pubblicitarie. La presenza tra i collezionisti di un esemplare in ottime condizioni è estremamente rara e quello che oggi Oredelmondo.com di Andrea Foffi ci presenta è un Heuer monaco Steve McQueen del 1970 in condizioni veramente eccellenti. Si tratta di un prima serie. Cassa a scatto a due pezzi monoblocco con pulsanti a pompa, il quadrante è l’originale “B” con indici al tritio, movimento a carica automatica calibro Buren 11, la fibbia è originale. Le immagini parlano da sole…

 

 

As I wrote previously, I have been a fan of Steve McQueen ever since I saw him for the first time in his adventurous films of the 70s. Always a divide between the races on motorbike or car and beautiful girls. He was right to say “I do not know if i’m a driver who is also an actor, or an actor who is also the driver.” When he died, in 1980, I felt a sinking heart, as if it were a non-relative, an old family friend, the guy who always comes suddenly to the edge of his car and illuminating the house with his tales involving all. A strange character with a wistful look that you could not and did not notice while you were there to see if it was also a good actor, you had already be conquered …

Today his name is universally associated with the world of engines and with them some watches now are cult among fans. Such as the Heuer Monaco.

It all started during the shooting of the film taken during the 24 hours of Le Mans 1970. In order to be credible in the best part of the character that he played, Steve has consulted a friend of his: the Swiss rider and Gulf and Heuer ambassador, Jo Siffert. At the request of McQueen, Siffert lent the actor his white suit that bore the inscription “Heuer” on the chest and the colors Gulf. To complete the look, McQueen chose to wear in the movie the new Heuer Monaco. Since then, the model has been referred to as the “McQueen Monaco”. Unfortunately Siffert died the following year during a competition celebrating the second title of Jackie Stewart. The last car that “Jo” drove at the 24 Hours of Le Mans was the same blue orange Porsche 917 LH-sponsored Gulf drove by Steve in Le Mans movie.

In addition to this purely Racing frame, the innovative square case was a radical departure from the round dials of the 60s.

Although the production was stopped in the mid-1970s, a replica of Monaco was presented with a new design in 1998 in response to the growing popularity of McQueen.

The first versions of the original were produced with two different color combinations. The first (represented by the letter B on the reference) had a blue dial. The second (represented by the letter G) had a gray dial. The model with gray dial is the least popular among collectors.

The 1133 Heuer Monaco was introduced simultaneously in Geneva and New York in 1969 The clock was the first self-winding chronograph with micro-resistent to water.

The name of McQueen continues to be associated with the clock. TAG Heuer has capitalized on its popularity and use of cutscenes McQueen Monaco with the wrist in its advertising campaigns.

The presence among collectors for a copy in good condition is extremely rare and what is now Oredelmondo.com Andrea Foffi presents to us is a Heuer Monaco Steve McQueen in 1970 in truly excellent condition. It is a first series. Cash snap a two-piece monoblock with push buttons, the dial is the original “B” with tritium indexes, automatic movement caliber Buren 11, the buckle is original. The images speak for themselves …