Bonhams, all’asta la Ferrari F40 di Nigel Mansell

Bonhams, all’asta il 10 ottobre in Belgio la Ferrari F40 di Nigel Mansell.

La Ferrari F40 è sicuramente una delle vetture che hanno suscitato più scalpore e di cui il nome subito ci riconduce ad un immagine e ad un’epoca.

Prodotta tra il 1987 e il 1998 e carrozzata Pininfarina, è nata per celebrare i primi quarant’anni di vita della Ferrari. Prima stradale di Maranello ad essere costruita con materiali compositi come kevlar (telaio), fibra di vetro (carrozzeria), resine aeronautiche (serbatoi) e plexiglas per i finestrini laterali. È stata l’ultima Ferrari con motore turbo fino al 2014 con l’uscita della Ferrari California T, e l’auto omologata più veloce della sua epoca con 324 km/h, superata solo nel 1991 dalla Bugatti EB110.

Il motore è un 8 cilindri a V di 90 gradi, cilindrata di 2936,2 cm³, sovralimentato con due turbocompressori IHI, distribuzione a doppio albero a camme in testa per bancata, quattro valvole per cilindro con due iniettori per cilindro. La potenza massima è di 478 CV a 7000 giri/min. Il cambio è manuale a 5 marce. La Ferrari F40 in asta da Bonhams è stata donata dalla casa di Maranello a Nigel Mansell nel 1989, come regalo di benvenuto. Infatti Nigel proprio alla fine del 1988 lasciò la Williams per la Ferrari e per riconoscenza ricambiò con la vittoria nel primo GP della stagione ’89, quello del Brasile.

Accompagnata dalla certificazione Ferrari Classische (rilasciata nel 2008) conferma che la vettura conserva il suo colore originale (Rosso Corsa), telaio e carrozzeria (mai riparati), motore, cambio, ruote, sospensioni Koni e freni Brembo. L’unico cambiamento significativo riguarda l’interno, originariamente in panno rosso, oggi rivestito in pelle beige. Questa bellissima F40 rappresenta una meravigliosa opportunità di possedere una Ferrari storica ma anche la consapevolezza di avere per le mani un bolide degno del pilota che l’ha posseduta. La stima è € 600.000 – 800.000.

Ma l’asta offre molti altri gioielli nel paniere, come una magnifica Ferrari 246 GT del 1973 e una rara Lancia Fulvia HF del 1971. Bisogna notare che la Ferrari 246 GT/GTS sta incrementando vertiginosamente il suo valore. Presto su meridiane.com un servizio esclusivo di una 246 GTS in condizioni eccezionali.

info su bonhams.com


Bonhams, on auction October 10 in Belgium the Ferrari F40 owned by Nigel Mansell.

The Ferrari F40 is definitely one of the cars that have attracted more headlines and whose name immediately brings us back to an image and an era.

Produced between 1987 and 1998 and Pininfarina coachwork, was created to celebrate the first forty years of the Ferrari. First road car from Maranello to be built with composite materials such as Kevlar (frame), fiberglass (body), resins Aviation (tanks) and plexiglass for the side windows. It was the last Ferrari with turbo engine until 2014 with the release of the Ferrari California T, and the car homologated faster of his time with 324 km / h, only surpassed in 1991 by the Bugatti EB110.

The engine is an 8-cylinder V-90 degrees, displacement of 2936.2 cc, supercharged by two IHI turbochargers, distribution double overhead camshaft per bank, four valves per cylinder with two injectors per cylinder. The maximum power is 478 hp at 7000 rev / min. The gearbox is 5-speed manual. The Ferrari F40 at auction by Bonhams was a welcome gift by Maranello to Nigel Mansell in 1989. Nigel just at the end of 1988 he left Williams for Ferrari and reciprocated with the victory in the first race of the ’89 season, Brazil Gp.

The Ferrari Classische certification (released in 2008) confirms that the car have its original color (Rosso Corsa), chassis and body (not repaired), engine, transmission, wheels, Koni suspension and Brembo brakes. The only significant change for the interior, originally in red cloth, now covered in beige leather. This beautiful F40 represents a wonderful opportunity to own a Ferrari historical but also that you have on your hands a fireball worthy of the pilot who owned it. The estimate is € 600 thousand to 800 thousand.

 

Market Spots, Dino Ferrari 308 GT4

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Parigi, 1973, viene presentata al mondo la nuova creatura della scuderia di Maranello, la Dino 308 GT4. Roma, 2014, meridianae.com presenta un esemplare di questa Dino in condizioni quasi identiche a quelle del 1973.

Difficile davvero incontrare per la propria strada una Dino in questo stato. La storia assomiglia un po’ a quella della GTO 250 aggiudicata da Bohnams in California lo scorso agosto. Questa vettura è rimasta nelle mani della stessa famiglia da quando è stata acquistata nuova nel 1976 fino al 2014 quando è stata ceduta. Fu il regalo di un generoso zio a sua nipote. Quest’ultima per riconoscenza l’ha custodita gelosamente facendola riapparire quasi intatta dopo trentotto anni.

La manutenzione regolare è stata effettuata ma la percorrenza chilometrica annuale è andata via via diminuendo fino al totale fermo degli ultimi cinque anni. Questa Dino ha percorso fino ad oggi solo 24.000 km, ciò unito alle sue condizioni la rende veramente un esemplare raro. Il nuovo proprietario l’ha trovata dopo una segnalazione di un conoscente, dentro un garage ricoperta da un telo ricolmo di polvere. Questo dettaglio, tra gli amanti delle auto d’epoca, non è certo un dispiacere. Sfido chiunque ad ammettere che non sia eccitante l’attimo in cui viene tirato giù il telo e data nuova luce alla cretaura addormentata.

La Dino era coperta da una tale coltre di polvere che non si riconosceva il colore. Alla apertura delle portiere si è avuta la sensazione che l’aria di quegli anni ’70 fosse rimasta imprigionata lì dentro e fuoriuscisse impetuosa a ricongiungersi con l’atmosfera. Ma gli interni erano incredibilmente splendenti, dai colori vivissimi. Le sorprese non erano finite ed immediatamente portata al lavaggio si è rivelata la magnifica verniciatura originale. Un Blu intenso che dona alla macchina un’aria nobile che fa da contraltare alla sua natura super sportiva.

La 308 GT4 fu il primo modello 2+2 a motore centrale e la prima vettura stradale di serie con motore V8. Un signor motore, un motore che nasce dal poderoso 12 cilindri della 365 GTB Dytona. La cilindrata è di 2926cc con una configurazione a V di 90 gradi, con doppi alberi a camme in testa per bancata comandati da una cinghia. L’alimentazione è gestita da una batteria di quattro carburatori doppio corpo Weber 40 DCNF, montata al centro. La potenza erogata è di 255 cavalli in grado di spingere la Dino fino 255 km/h.

Quanto alla linea, il progetto è stato affidato alla matita Marcello Gandini che insiedatosi alla Bertone nel ’65 al posto di Giugiaro, dopo un ventennio sostituisce Pininfarina al tavolo delle Ferrari. Bisogna notare che quando cessò la produzione 206/246, la 308 fu l’unico modello della gamma Dino rimasto a listino e negli USA addirittura l’unica Ferrari esportata. Per questo motivo solo a partire dal 1976 queste Dino portarono sul cofano lo stemma Ferrari. Una 308 GT4 nera del 1975 fu acquistata da Elvis Presley, ed è oggi esposta a Graceland, nella sua villa museo a Memphis negli Stati Uniti. Me per chi è in Italia e vuole maggiori informazioni basta scrivere a info@meridianae.com.


Paris, 1973, it has been presented to the world the new creature from Maranello, the Dino 308 GT4. Rome, 2014, meridianae.com presents a specimen of this Dino in almost identical condition to those of 1973.

It’s really hard to find a Dino like this. The story looks like the one of 250 GTO sold by Bohnams in California last August. This car owned the same family since it was buyed new in 1976 until 2014 when it was sold. It was a gift from a generous uncle to his nephew. She took care of it with passion for thirty-eight years.

Regular maintenance has been carried out but the annual mileage has been gradually decreasing until the total stop in the last five years. This Dino has traveled only for 24,000 km, this combined with his condition makes it truly a rare specimen. The new owner found it after a report of a friend in a garage covered with a tarp full of dust. This detail, among lovers of vintage cars, is certainly not a disappointment. I defy anyone to admit that it is not exciting the moment when the curtain is pulled down and new light make to creature asleep.

The Dino was covered by a blanket of dust that was impossible to see the color. At the opening of the doors the feeling was that the air of those 70’s had remained trapped in there and flowed out into the atmosphere. But the interiors were incredibly bright, with vivid colors. The surprises were not over, and after the washing appear the great original paint. An intense blue that gives the car a noble appearance which is in contrast to its super sporty nature.

It was the first model with the 308 GT4 2 +2 mid-engine and the first standard road car with a V8 engine. And what an engine, an engine created by the powerful 12-cylinder engine of the 365 GTB Dytona. The displacement is 2926cc with a V configuration of 90 degrees, with double overhead camshafts per cylinder bank controlled by a belt. The power supply is managed by a battery of four carburetors double body Weber DCNF 40, mounted in the center. The power output is 255 horses able to push up the Dino to 255 km/h.

The project was entrusted to the pencil of Marcello Gandini at Bertone from ’65, after twenty years of continuously Pininfarina in Ferrari. It should be noted that when it was ended the 206/246 production, the 308 was the only car of the Dino models and that only one able to be exported in United States. For this reason only since 1976 they brought Dino Ferrari emblem on the hood.

A black 308 GT4 of 1975 was purchased by Elvis Presley, and is now at Graceland in the United States. But for those who are in Italy and want more information about this car,  just write to info@meridianae.com.

Market Spots, Dino Ferrari 308 GT4

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Parigi, 1973, viene presentata al mondo la nuova creatura della scuderia di Maranello, la Dino 308 GT4. Roma, 2014, meridianae.com presenta un esemplare di questa Dino in condizioni quasi identiche a quelle del 1973.

Difficile davvero incontrare per la propria strada una Dino in questo stato. La storia assomiglia un po’ a quella della GTO 250 aggiudicata da Bohnams in California lo scorso agosto. Questa vettura è rimasta nelle mani della stessa famiglia da quando è stata acquistata nuova nel 1976 fino al 2014 quando è stata ceduta. Fu il regalo di un generoso zio a sua nipote. Quest’ultima per riconoscenza l’ha custodita gelosamente facendola riapparire quasi intatta dopo trentotto anni.

La manutenzione regolare è stata effettuata ma la percorrenza chilometrica annuale è andata via via diminuendo fino al totale fermo degli ultimi cinque anni. Questa Dino ha percorso fino ad oggi solo 24.000 km, ciò unito alle sue condizioni la rende veramente un esemplare raro. Il nuovo proprietario l’ha trovata dopo una segnalazione di un conoscente, dentro un garage ricoperta da un telo ricolmo di polvere. Questo dettaglio, tra gli amanti delle auto d’epoca, non è certo un dispiacere. Sfido chiunque ad ammettere che non sia eccitante l’attimo in cui viene tirato giù il telo e data nuova luce alla cretaura addormentata.

La Dino era coperta da una tale coltre di polvere che non si riconosceva il colore. Alla apertura delle portiere si è avuta la sensazione che l’aria di quegli anni ’70 fosse rimasta imprigionata lì dentro e fuoriuscisse impetuosa a ricongiungersi con l’atmosfera. Ma gli interni erano incredibilmente splendenti, dai colori vivissimi. Le sorprese non erano finite ed immediatamente portata al lavaggio si è rivelata la magnifica verniciatura originale. Un Blu intenso che dona alla macchina un’aria nobile che fa da contraltare alla sua natura super sportiva.

La 308 GT4 fu il primo modello 2+2 a motore centrale e la prima vettura stradale di serie con motore V8. Un signor motore, un motore che nasce dal poderoso 12 cilindri della 365 GTB Dytona. La cilindrata è di 2926cc con una configurazione a V di 90 gradi, con doppi alberi a camme in testa per bancata comandati da una cinghia. L’alimentazione è gestita da una batteria di quattro carburatori doppio corpo Weber 40 DCNF, montata al centro. La potenza erogata è di 255 cavalli in grado di spingere la Dino fino 255 km/h.

Quanto alla linea, il progetto è stato affidato alla matita Marcello Gandini che insiedatosi alla Bertone nel ’65 al posto di Giugiaro, dopo un ventennio sostituisce Pininfarina al tavolo delle Ferrari. Bisogna notare che quando cessò la produzione 206/246, la 308 fu l’unico modello della gamma Dino rimasto a listino e negli USA addirittura l’unica Ferrari esportata. Per questo motivo solo a partire dal 1976 queste Dino portarono sul cofano lo stemma Ferrari. Una 308 GT4 nera del 1975 fu acquistata da Elvis Presley, ed è oggi esposta a Graceland, nella sua villa museo a Memphis negli Stati Uniti. Me per chi è in Italia e vuole maggiori informazioni basta scrivere a info@meridianae.com.


Paris, 1973, it has been presented to the world the new creature from Maranello, the Dino 308 GT4. Rome, 2014, meridianae.com presents a specimen of this Dino in almost identical condition to those of 1973.

It’s really hard to find a Dino like this. The story looks like the one of 250 GTO sold by Bohnams in California last August. This car owned the same family since it was buyed new in 1976 until 2014 when it was sold. It was a gift from a generous uncle to his nephew. She took care of it with passion for thirty-eight years.

Regular maintenance has been carried out but the annual mileage has been gradually decreasing until the total stop in the last five years. This Dino has traveled only for 24,000 km, this combined with his condition makes it truly a rare specimen. The new owner found it after a report of a friend in a garage covered with a tarp full of dust. This detail, among lovers of vintage cars, is certainly not a disappointment. I defy anyone to admit that it is not exciting the moment when the curtain is pulled down and new light make to creature asleep.

The Dino was covered by a blanket of dust that was impossible to see the color. At the opening of the doors the feeling was that the air of those 70’s had remained trapped in there and flowed out into the atmosphere. But the interiors were incredibly bright, with vivid colors. The surprises were not over, and after the washing appear the great original paint. An intense blue that gives the car a noble appearance which is in contrast to its super sporty nature.

It was the first model with the 308 GT4 2 +2 mid-engine and the first standard road car with a V8 engine. And what an engine, an engine created by the powerful 12-cylinder engine of the 365 GTB Dytona. The displacement is 2926cc with a V configuration of 90 degrees, with double overhead camshafts per cylinder bank controlled by a belt. The power supply is managed by a battery of four carburetors double body Weber DCNF 40, mounted in the center. The power output is 255 horses able to push up the Dino to 255 km/h.

The project was entrusted to the pencil of Marcello Gandini at Bertone from ’65, after twenty years of continuously Pininfarina in Ferrari. It should be noted that when it was ended the 206/246 production, the 308 was the only car of the Dino models and that only one able to be exported in United States. For this reason only since 1976 they brought Dino Ferrari emblem on the hood.

A black 308 GT4 of 1975 was purchased by Elvis Presley, and is now at Graceland in the United States. But for those who are in Italy and want more information about this car,  just write to info@meridianae.com.

Ferrari 250 GT Berlinetta, birth of a myth

Ferrari 250 GT Berlinetta
Ferrari 250 GT Berlinetta

La “berlinetta” definisce un’auto priva dei posti posteriori o dotata di piccoli sedili di fortuna. Di solito definisce una vettura sportiva ma allo stesso tempo utilizzabile su strada, in ogni caso una vettura ad alte prestazioni. Presentata a Parigi nell’ottobre 1959, la Ferrari 250 GT Berlinetta passo corto sintetizzò in sé la vera road racer. Con poche modifiche (candele più fredde, pneumatici da gara, roll-bar), la vettura era pronta a sfidare chiunque nella sua categoria.

Disegnata da Pininfarina e costruita in collaborazione con Scaglietti, è stata carrozzata in alluminio per la prima serie, anche se in seguito questo materiale è stato usato solo per le versioni da corsa. Con numerose vittorie al suo attivo, rimane una delle Ferrari più amate di sempre. La versione 1960 della 250 GT Berlinetta è stata progettata da Pininfarina e costruita alla Scaglietti di Modena. Le denominazioni “Passo Lungo” per l’interasse 2600 mm e “Passo Corto” per l’interasse 2400 mm, sono stati successivamente adottate per distinguere le due serie. Si trattava della prima Ferrari ad essere equipaggiata con freni a disco di serie.

Le versione da competizione comprendeva la carrozzeria in alluminio, gli interni alleggeriti ed il motore più potente. La versione “Lusso”, aveva di solito la carrozzeria in acciaio con le porte ed i cofani in alluminio. Nel 1961 le vetture “competizione” furono ulteriormente alleggerite e dotate di un propulsore ancora più potente. Lo scopo di questi cambiamenti era la sfida lanciata dalla Jaguar “E” Type.

Il motore, progettato da Gioachino Colombo era un V12 con singolo albero a camme in testa per bancata di cilindri, cilindrata 2953cc, alesaggio e corsa 73mm x 58,8 con lubrificazione a carter umido. Le candele d’accensione erano site all’esterno della “V” formata dalle bancate, era presente una batteria di tre carburatori doppio corpo Weber 38 DCN o 40 DCL/6. Dotato du due e bobine e due spinterogeni posteriori, il motore erogava da 220 a 280 CV secondo la configurazione.Il cambio è a quattro velocità più retromarcia.

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Motore Ferrari GT 250 Berlinetta

Il progetto di base cambiò pochissimo durante i tre anni di produzione, dal 1960 al 1962. Tuttavia, ci furono un certo numero di differenze nei dettagli che permettono di identificare il periodo di produzione relativo ad una specifica vettura.Nelle competizioni le berlinette trionfarono al Tour de France dal 1960 al 1962, al Tourist Trophy a Goodwood nel 1960 e nel 1961, a Le Mans nel 1960 e 1961 e nella 1000 Km del Nuerburgring del 1961 e 1962. Questi sono solo alcuni dei successi conquistati in un periodo in cui la GT250 dominava la sua categoria.

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The “berlinetta” defines a car without rear seats or just little seats. Usually defines a sport car but at the same time used on the road, in each case a high performance car.

Presented in Paris in October, 1959, the Ferrari 250 GT Berlinetta passo corto synthesized a road racer. With a few modifications (candles colder, race tires, roll-bar), the car was ready to challenge anyone in its category.

Designed by Pininfarina and built in collaboration with Scaglietti was bodywork in aluminum for the first series, even if later this material has been used only for racing versions. With several victories to his credit, remains one of the most popular Ferrari ever.

The 1960 version of the 250 GT Berlinetta has been designed by Pininfarina and built by Scaglietti in Modena.
The designations “Passo Lungo” for the wheelbase 2600 mm and “Passo Corto” to the wheelbase of 2400 mm, were subsequently taken to distinguish between the two series. It was the first Ferrari to be fitted with disc brakes in the stock production.

The competition version included the aluminum bodywork, the interior lighter and more powerful engine. The ‘lusso’ version, has usually steel body with aluminum doors and bonnets.
For the 1961 season were further lightened and fitted with a more powerful engine. The purpose of these changes was the challenge of the Jaguar “E” Type.

The engine was designed by Gioachino Colombo V12 with a single overhead camshaft per bank of cylinders, displacement 2953cc, bore and stroke 58.8 x 73mm with wet sump lubrication. The spark plugs were situated outside of the “V” formed by the cylinder banks, there was a bank of three twin-choke Weber 38 DCN carburettors or 40 DCL / 6. The engine power was 220 to 280 hp. Four gear shift plus reverse.

The basic design changed not so mutch during the three years of production, from 1960 to 1962, however, there were a number of differences in the details that allow us to identify the period of production relative to a specific vehicle.

In competitions berlinetta triumphed at the Tour de France from 1960 to 1962, the Tourist Trophy at Goodwood in 1960 and in 1961, at Le Mans in 1960 and 1961, in the 1000 km of Nurburgring in 1961 and 1962. These are just some of the successes won in a period in which the GT250 ruled its class.

Quail Lodge: Bonhams, Ferrari 250 GTO sold for $38 mln

Come previsto il momento più atteso è giunto. La Ferrari 250 GTO del ’62 messa all’asta dopo quarantanove anni di gelosa custodia da parte della stessa famiglia è stata venduta per 38 milioni di dollari. Non si tratta di un record assoluto per quest’auto ma se si pensa a quanto gli ex preproetari l’hanno pagata nel 1965, si capisce che si tratta del più alto margine realizzato per un auto d’epoca: circa 10.000 volte il prezzo di acquisto.
Capiamo che privarsi di un gioiello del genere nel proprio garage è sempre un dispiacere ma la consolazione di 38 milioni di dollari lenisce bene le pene, ci sono molte splendide vetture d’epoca che si possono acquistare con quella somma.
Ma perché la GTO è sempre protagonista di aste all’ultimo sangue? I motivi non sono pochi. Innanzitutto il marchio Ferrari è l’unico ad aver percorso ininterrottamente tutta la storia della formula uno e questo vuol dire che è essa stessa la storia della F1. In secondo luogo la 250 GTO è l’ultima grande Ferrari a motore anteriore, e che motore! Un 3000 12 cilindri per 300 cv. Dopo questa meraviglia la casa di Maranello è passata alla grande produzione a motore centrale con la 206 e 246, lasciando per sempre ai collezionisti l’onore di possedere tali rarità. Solo di recente la Ferrari ha reintrodotto il motore anteriore, ma questa è un’altra storia…

 

 

As expected, the most awaited moment has come. The Ferrari 250 GTO ’62 auctioned after forty-nine years of jealous custody by the same family has been sold for 38 million dollars. This is not a record for this car but if you consider how the former owners paid for it in 1965, you understand that this sell make the highest margin achieved for a vintage car: about 10,000 times the purchase price .
We understand that deprive yourself of a jewel like this in your garage is always a disappointment but the consolation of 38 million dollars soothes the pains well, there are many beautiful classic cars that you can buy with that amount.
But why the GTO is always the star of this “dogfight” auctions? The reasons are many. First, the Ferrari brand is the only one to have traveled continuously throughout the history of formula one and this means that it is itself the history of F1. Secondly, the 250 GTO was the latest big front-engined Ferrari, and what an engine! A 3000 cc 12 cilynder for about 300 hp. After this wonder, the factory of Maranello, began the great mid-engine production with 206 and 246 GT/GTS, leaving collectors to have the honor of owning such rarity. Only recently Ferrari has reintroduced cars with front engine, but that’s another story …

Steve McQueen’s Ferrari & co. at Quail Lodge

Andiamo verso il trentacinquesimo anniversario dalla morte di Steve McQueen e la sua stella brilla più che mai. Abbiamo parlato in un precedente post del suo Heuer Monaco ed ora abbiamo davanti la sua splendida Ferrari 275 GTB… Sembra uscita ieri dalla fabbrica bellissima come in un film degli anni sessanta. Accanto a lei osservano la scena, un’altra 275 nera, una magnifica Ford GT40 spider e una Mercedes ali di gabbiano. Godiamoci qualche altro scatto offertoci dal nostro amico speciale…20140815-205926-75566838.jpg

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We go to the thirty-fifth anniversary of the death of Steve McQueen and his star shines more than ever. We talked in a previous post of his Heuer Monaco and now we have in front of his beautiful Ferrari 275 GTB … It looks beautiful out yesterday from the factory like a movie of the sixties. Beside her, observing the scene, another black 275, a magnificent Ford GT40 roadster and a Mercedes gullwing. Let’s enjoy another shot offered to us by our special friend …

Le perle nel paniere di Bonhams in California ad Agosto

Assieme alla GTO postata in precedenza l’asta Bohnams (15 agosto 2014, Quail Lodge’s California) propone alcune tra le auto d’epoca più quotate attualmente. Tra tutte si nota la splendida Ferrari 312T4 del 1979 di Gilles Villeneuve vincitrice in Sud Africa quell’anno (1.1/1.5 mlm euro). Una vettura che testimonia (se ce ne fosse bisogno…) quanto è cambiata la Formula 1 di oggi e quanto si sia spersonalizzata con tutta quella elettronica e quel carbonio che assimilano le vetture più a degli aerei. Basta dare una rapida occhiata alle foto qui sotto per rendersi conto di ciò. Sticker adesivi fatti a mano che indicano pulsanti d’emergenza, i pedali incassati in fondo a un tunnel d’alluminio, il pedale del gas gigantesco come Gilles lo voleva per spingere sempre al massimo senza la paura che scappi via il piede. Quel cruscotto a lancette… L’anno seguente, il 1980, la Ferrari introdusse i motori Turbo e nel 1982 il grande Gilles volò in uno schianto a bordo della sua Ferrari 126 C2 durante le prove del GP del Belgio. Raggiunse così, a 32 anni, gli altri miti della Formula 1.

Una magnifica Cobra Shelby del 1963 che parte da una base di 960/1.1 mln di euro.

Una Mercedes Roadster SL300 del 1957 (base 850/1 mlm euro), un’altra Roadster SL300 del 1963 (1.4/1.6 mlm euro), più un splendida 300 SL ali di gabbiano del 1954.

Una Ferrari 275 GTB del 1966 (1.9/2.4 mlm euro), una Ferrari 246 GT del 1972 di un rosso granata bellissimo (210/240 mila euro), una GTS del 1973 (370/440 mila euro) e l’immancabile Ferrari 365GTS/4 DAYTONA (1.9/2.4 mlm euro).

http://www.bonhams.com

Together with the GTO posted earlier in the auction Bohnams (August 15, 2014, Quail Lodge’s California) offers some of the most classic cars currently listed. Among all you notice the stunning Ferrari 312T4 1979 Gilles Villeneuve winner in South Africa that year (1.1 / 1.5 mlm euro). A car that witnesses (if any were needed …) what has changed the Formula 1 today and how it is depersonalized with all the electronic and the carbon that assimilate more cars to airplanes. Just take a quick look at the pictures below to realize this. Sticker stickers handmade indicating emergency buttons, pedals collected in the bottom of a tunnel made ​​of aluminum, the gas pedal as giant Gilles wanted him to always push to the limit without the fear of running away your foot. That dashboard hands … The following year, 1980, Ferrari introduced the Turbo engines, and in 1982 the great Gilles flew in a crash aboard his Ferrari 126 C2 during practice for the Belgian Grand Prix. Reached so, at age 32, the other myths of Formula 1.

A magnificent 1963 Shelby Cobra that starts from a base of 960 / 1.1 million euro.

 

A Mercedes SL300 Roadster 1957 (based mlm EUR 850/1), another SL300 Roadster 1963 (1.4 / 1.6 mlm euro), plus a beautiful 300 SL gullwing 1954.

A 1966 Ferrari 275 GTB (1.9 / 2.4 mlm euro), a 1972 Ferrari 246 GT of a beautiful garnet red (210/240 thousand euro), a 1973 GTS (370/440 thousand euro) and the inevitable Ferrari 365GTS / 4 DAYTONA (1.9 / 2.4 mlm euro).

 

http://www.bonhams.com

Bonhams, ferragosto Rosso Fuoco. All’asta una Ferrari GTO 250 del 1962

Bonhams annuncia che dieci importanti Ferrari verranno vendute all’asta annuale di Quail Lodge sulla penisola di Monterey, in California, nel mese di agosto.

Certamente la vendita sarà ricordata a lungo per la presenza tra le vetture di una Ferrari 250 GTO Berlinetta tenuta tra le amorevoli cure della stessa famiglia per 49 anni dal 1965 al 2014.

La splendida 250 è il gioiello più ambito nel mondo delle auto d’epoca, una bellezza con cui si può mostrare la propria bravura in pista ma anche viaggiare comodamente seduti in compagnia.

L’auto in questione è la diciannovesima 250 GTO Berlinetta prodotta dalla casa di Maranello. Finita di costruire l’11 settembre 1962, è stata consegnata al pilota francese Jo Schlesser per essere guidata assieme al connazionale campione di sci Henri Oreiller nel Giro di Francia automobilistico del 1962. La coppia ha gareggiato per la vittoria ottenendo un onorevole secondo posto. La vettura è stata poi seriamente danneggiata in un incidente nel corso di una gara a Montlhéry, a sud di Parigi. Subito riparata dalla Ferrari in Italia, è stata venduta al pilota Paolo Colombo in tempo per la stagione 1963.

Al momento della ricomparsa di questa vettura, la seconda metà della produzione delle 250 GTO era ancora in pieno svolgimento a Maranello e nello stabilimento Scaglietti a Modena.

Nel 1965 l’auto termina la sua carriera “agonistica” e viene venduta ad un nuovo giovane proprietario che da allora la custodirà gelosamente. Egli ricorda: “…ho salvato la macchina dalla demolizione e di nascosto dai miei genitori l’ho guidata solo di notte, in modo che nessuno mi vedesse…”. I due, quasi come due “amanti”, hanno convissuto per quasi cinquant’anni tra esposizioni e gare storiche fino a che morte (del proprietario…) non li ha separati nel 2010.

Meglio collegarsi con Bonhams tra il 14 e il 15 di agosto, potrebbe essere un ferragosto rosso fuoco…

http://www.bonhams.com/press_release/16940/

Bonhams announces that ten major Ferrari will be auctioned annual Quail Lodge on the Monterey Peninsula, California, in August.

Certainly, the sale will be long remembered for the presence in the cars of the Ferrari 250 GTO Berlinetta held in the loving care of the same family for 49 years from 1965 to 2014.

The stunning 250 is the jewel of the most coveted in the world of classic cars, a beauty with which you can show off their skills on the track but also travel comfortably seated in the company.

The car in question is the nineteenth 250 GTO Berlinetta produced from the house of Maranello. Finished building the Sept. 11, 1962, was delivered to the French driver Jo Schlesser to be driven along with fellow ski champion Henri Oreiller in the Tour de France Automobile 1962 The pair has competed for the victory by getting an honorable second place. The car was then severely damaged in an accident during a race at Montlhery, south of Paris. Immediately repaired by Ferrari in Italy, was sold to the pilot Paolo Colombo in time for the 1963 season.

At the time of reappearance of this car, the second half of the production of the 250 GTO was still in full swing at Maranello and at the Scaglietti facility in Modena.

In 1965, the car ending his career “competitive” and is sold to a new owner that since the young guard jealously. He recalls: “… I saved from demolition machine and hidden from my parents I drove it only at night, so no one could see me …”. The two, almost like two “lovers” have lived together for almost fifty years between exposure and historic races until death (the owner …) is not separated them in 2010.

Better connect with Bonhams between 14 and 15 August, it could be a mid-August fire red …

 

 

Ferrari 365 GTB4 “Daytona”. I suoi primi 40 anni

“E’ un purosangue duro, muscoloso, la Daytona.  E’ la perfetta estensione del suo conducente. Venderesti l’anima per lei…”. Car & Driver, Gennaio 1970.

Ogni Ferrari è, in misura maggiore o minore, un ‘punto di riferimento’, ma pochi modelli stradali di Maranello hanno catturato l’immaginazione dei ferraristi come la 365GTB4. Il nome ‘Daytona’ era ufficioso, conferito dalla stampa in onore della schiacciante vittoria della Ferrari in quella corsa nel 1967.

Rispondendo alla sfida di Lamborghini, Ferrari ha introdotto il suo primo motore V12 stradale con quattro alberi a camme in testa sula 275GTB4

e lo ha mantenuto per la Daytona. Il motore di quest’ultima però è stato notevolmente ampliato fino a 4400 cc in parte per compensare un aumento del peso della Daytona, ma soprattutto per garantire prestazioni in grado di battere la Miura. 

LamborghiniMiura

Uno degli innumerevoli capolavori di Pininfarina, una combinazione tra eleganza e aggressività, la prima Daytona aveva una caratteristica insolita: un pannello trasparente in plexiglass a tutta larghezza che copriva i fari, sostituito poi da luci pop-up ad azionamento elettrico verso la fine del 1970. Al momento della sua introduzione nel 1968, la Daytona è stata la produzione di serie più costosa mai realizzata dalla Ferrari e, con una velocità massima di oltre 270 km/h, anche l’auto di produzione più veloce al mondo. Le consegne sono iniziate nella seconda metà del 1969 e le Daytona sarebbero state realizzate per soli quattro anni. Solo nel 1992 con l’arrivo della 456GT la Ferrari avrebbe costruito qualcosa di simile (ma sicuramente non paragonabile alla Daytona).

Ferrari-456-GT-2

Oggi, circa 40 anni dopo che l’ultima Daytona ha lasciato la fabbrica a Maranello, la maggior parte degli esemplari sono passati per le mani di diversi proprietari. La vettura in questione però, che ha percorso 84299 km, è uno delle poche rimaste ancora con il proprietario originale. Con il telaio ‘17607 ‘ è uno degli ultimi esemplari prodotti. Indossa l’insolita combinazione nero/interni rossi, invertendo la combinazione rossa/interni neri che veste tante Daytona. Aria condizionata di serie.

Venduta all’inizio del 1974. Questo modello racconta una storia curiosa. Intorno al 1976 il proprietario decide che per una volta non serve mandare la Ferrari a fare il tagliando alla casa madre, ma si affida a un importatore Mercedes che si occupa solitamente di auto aziendali. Ciò si rivela un errore fatale e a seguito di una rettifica errata alla distribuzione, il motore subisce gravi danni al punto che dovrà essere sostituito a costi astronomici. Pochi anni dopo viene sostituito anche il cambio. Ciò non toglie che oggi l’esemplare è in ottimo stato e pronto ad abbracciare un nuovo (ricco) proprietario.

http://www.bonhams.com/auctions/21906/lot/368/

 

“It ‘a thoroughbred hard, muscled, the Daytona. E’ the perfect extension of his driver.’d Sell my soul for you …”. Car & Driver, January 1970.

Every Ferrari is, to a greater or lesser extent, a ‘point of reference’, but few road cars from Maranello have captured the imagination of the Ferrari as the 365GTB4. The name ‘Daytona’ was unofficial, conferred by the press in honor of Ferrari’s landslide victory in that race in 1967.

 

Responding to the challenge of Lamborghini, Ferrari introduced its first engine V12 road with four camshafts in the head sula 275GTB4

and maintained for the Daytona. The engine of the latter, however, has been greatly expanded to 4400 cc in part to compensate for an increase in the weight of the Daytona, but especially to ensure performance to beat the Miura.

One of the many masterpieces of Pininfarina, a combination of elegance and aggression, the first Daytona had an unusual feature: a transparent Plexiglas panel that covered the whole width of the headlights, then replaced by lights electrically operated pop-up towards the end of 1970 . upon its introduction in 1968, the Daytona was the most expensive series production ever made by Ferrari, and with a top speed of over 270 km / h, also the fastest production car in the world. Deliveries began in the second half of 1969 and the Daytona would have been made for only four years. Only in 1992 with the arrival of the Ferrari 456GT would build something similar (but definitely not comparable to the Daytona).

Today, some 40 years after the last Daytona left the factory in Maranello, most of the specimens have passed through the hands of several owners. The car in question, however, which has traveled 84299 km, it is one of the few remaining still with the original owner. With the chassis ‘17607’ is one of the last products. He wears the unusual combination black / red interior, reversing the combination red / Internal blacks who wears many Daytona. Air conditioning as standard.

This model sold at the beginning of 1974 tells a curious story. Around 1976, the owner decides that for once do not need to send the Ferrari to take the coupon to the parent company, but relies on a Mercedes importer that deals usually of company cars. This proves to be a fatal mistake and as a result of an adjustment to the wrong distribution, the engine suffers serious damage to the point that it must be replaced at astronomical costs. A few years later he also replaced the gearbox. This does not mean that today the specimen is in excellent condition and ready to embrace a new (rich) owner.

http://www.bonhams.com/auctions/21906/lot/368/

Ferrari 375 Plus. Nel cofano il motore che consacrò al mondo il mito Ferrari

La Ferrari 375 F1 è la vettura con cui la Scuderia Ferrari ha preso parte al Campionato mondiale di Formula 1 1951. Essa ha rappresentato la tappa finale dello sviluppo del V12 aspirato da 4 500 cm³ dopo la 275 F1 e la 340 F1.

La sua evoluzione fu infatti installata sulle 375 MM e dopo un ulteriore sviluppo, con la cilindrata passata da 4,5 L a 5 L, questo propulsore fu montato sulla 375 Plus.

A lei si deve la prima vittoria della Scuderia Ferrari in una gara valevole per il Campionato Mondiale di Formula 1 ad opera di Froilan Gonzalez nel Gran Premio di Gran Bretagna 1951.

La 375 Plus è stata un’autovettura da competizione prodotta dalla Ferrari nel 1954 in soli 8 (otto…) esemplari.

Il motore del modello derivava da quello progettato da Aurelio Lampredi per il Campionato mondiale di Formula Uno del 1951. Quest’ultimo propulsore era un V12 da 380 CV di potenza.

Il modello, carrozzato da Pininfarina, fu voluto da Enzo Ferrari per tentare di conquistare il Campionato del Mondo Sport Prototipi che vinse nel 1954. In questo Campionato la “375 Plus” si aggiudicò la 1000 km di Buenos Aires, la 24 Ore di Le Mans e la Carrera Panamericana.

Il motore (anteriore) era un V12 a 60º e la cilindrata totale 4954,34 cm³. La potenza massima erogata dal propulsore era di 330 CV a 6000 giri.
La distribuzione era formata da un singolo albero a camme in testa che comandava due valvole per cilindro. L’alimentazione era assicurata da tre carburatori di marca Weber e modello 46 DCF/3.

La trazione era posteriore. Il telaio era tubolare in acciaio. La velocità massima raggiunta dalla “375 Plus” era di 280 km/h.