Michael Schumacher Benetton-Ford to be offered at Bonhams Bond Street Sale

Nel 1992 Michael Schumacher conquistò il suo primo podio, in quello che sarebbe diventato l’ultimo Gran Premio del Messico di sempre. L’auto che ce lo ha portato, la Benetton-Ford B191B One Racing F1, sarà all’asta di Bonhams a Bond Street con una stima di £ 240,000-300,000.

Il podio del Messico è stato conseguito quando Michael era all’ottava gara della sua nascente carriera e ha segnato l’inizio della sua carriera leggendaria. La vettura oggi è esattamente la stessa di questa gara storica. Solitamente queste monoposto non arrivano ai collezionisti in condizioni di essere utilizzate, al contrario, quella in questione è in piena efficienza e pronta per emozionare il suo nuovo proprietario.

Questa F1 non ha solo tenuto a battesimo un campione come Schumacher ma è anche quella che ha accompagnato il brasiliano Nelson Piquet attraverso il suo ultimo Gran Premio sulla bellissima pista di Adelaide nella stagione 1991. Questa magnifica auto da corsa è stata protagonista di una carriera fantastica ed ora, più di due decenni dopo il suo debutto, può rendere orgoglioso ogni collezionista.

L’asta Bonhams di Bond Street si svolge presso la sede Bonhams di Londra il 30 novembre 2014.

By Andrea Foffi e Manuel Galvez

www.meridianae.com – info@meridianae.com

www.oredelmondo.com – info@oredelmondo.com


In 1992 Michael Schumacher raced to his first ever podium finish, taking third place in what was to become the last ever Mexican Grand Prix*. The car that took him there, the Benetton-Ford B191B Formula One Racing Single-Seater, is to be offered as part of Bonhams Bond Street Sale with a pre-Sale auction estimate of £240,000-300,000.

Schumacher’s Mexican place was only the eighth race of his fledgling career, and heralded the start of many podium appearances for the seven-time Formula One World Champion. Qualifying third fastest of the 30 entries, he tore round to score his first ever Formula One ‘podium’ finish, with third place. The car today is liveried in the same specification to this historic race. He then followed up that performance in the Benetton-Ford by qualifying fifth fastest in it for the Brazilian Grand Prix at Interlagos, and again finishing third for the second top-three finish of his now legendary Formula 1 career. The car was then retired from active service.

Unusually for many historic Grand Prix single-seaters, this car is in full working order and thus enables the new owner the opportunity to drive, or race, the same car that Schumacher raced. The magnificent Benetton-Ford provided landmark performances in the career of not just Schumacher, but three great drivers who campaigned it in the early 1990s.

“Chassis 6 is highly respected as the Benetton that took Schumacher to his first podium position. But, that’s not where the story ends, for this was also the car that took three-time Formula One World Champion driver, Brazil’s Nelson Piquet, through his last Grand Prix on the beautiful Adelaide street and parkland circuit in the 1991 season,” said James Knight, Bonhams International Head of Motoring.

“For his Benetton debut, chassis 6 then went on to take present-day Formula One TV commentator and highly-respected pundit Martin Brundle to eighth in the South Africa Grand Prix of 1992. This car really has enjoyed a fantastic career, and now more than two decades after it’s debut, it can make an exciting addition to any enthusiasts motoring collection.”

Bonhams Bond Street Sale takes place at Bonhams London headquarters on 30th November 2014. With only 35 entry slots available and several motor cars already consigned, the annual event is set to be another exciting auction from Bonhams record breaking motoring department.

By Andrea Foffi e Manuel Galvez

www.meridianae.com – info@meridianae.com

www.oredelmondo.com – info@oredelmondo.com

Mustang Cobra Shelby GT500 Fastback, 1967. Real muscles.

Qualche tempo fa mi sono imbattuto in questo post (motorauthority) che mostrava una Mustang Cobra Shelby GT500 del 1969 con solo 8500 miglia pressoché sommersa dalla polvere. Era il lascito di un uomo senza eredi. E’ stata venduta ad un’asta pubblica in Pennsylvania il 25 Aprile scorso.

Dalla morte del leggendario Carroll Shelby, avvenuta nel 2012, quest’auto e le altre della produzione Cobra Shelby, hanno incrementato enormemente il loro valore e sono oggi protagoniste di aste all’ultimo sangue. La GT500 è una auto senza compromessi e senza bisogno di presentazioni. Il sogno di ogni americano ma anche di molti europei. Protagonista di scene spericolate nei film americani degli anni ’60 e ’70 e simbolo di un epoca storica per l’auto americana.

La Shelby American già dalla sua prima creazione, la A.C. Cobra, entrò di diritto nel firmamento dell’automobilismo mondiale con Carroll Shelby come profeta. Da allora il suo nome è sinonimo di auto puramente sportive, dalle linee muscolose e aggressive. La GT40 resta il punto più alto di una produzione tanto breve quanto eccezionale. Tre capolavori assoluti, un concentrato di forza e fascino che hanno tracciato un solco indelebile nel panorama dell’automobilismo sportivo.

La Cobra GT500 venne presentata nel 1967 come evoluzione della GT350, con un poderoso motore da 7 litri Big-block V8 FE Police Interceptor da oltre 400 cv. Negli anni ‘60, con l’esplosione delle muscle car, i motori Big-Block (V8 maggiori di 6000 cc) vennero montati su vetture di dimensioni medie. Ma questa tendenza crollò dopo la crisi petrolifera del 1973, e così i gloriosi anni dei Big-Block e delle muscle car terminarono e furono per sempre consegnati alla storia.

Delle 2048 Mustang Cobra Shelby GT500 prodotte nel ‘67 quella che presentiamo oggi è una delle 672 a trasmissione automatica e delle 8 che montano l’aria condizionata. E’ una delle ultime prodotte da Carroll Shelby presso la leggendaria sede del Los Angeles International Airport poiché nel 1968 la produzione delle Shelby venne spostata allo stabilimento Ford di Iona, Michigan dove venne prodotta la versione GT390, famosa per il film “Bullit“, con Steve McQueen.

Questa magnifica GT500 blu si trova in condizioni perfette ed è dotata di tutti gli optional dell’epoca come servosterzo e servofreno, sedili posteriori pieghevoli, radio, cerchi Shelby, rollbar e naturalmente l’aria condizionata e il cambio automatico che ne fanno un rarissimo esemplare che si stima possa oltrepassare i $150.000 dollari di valore. Per informazioni scrivere a info@meridianae.com.


Few time ago I read this post (MotorAuthority) that showed a Shelby Cobra GT500 1969 with only 8500 miles almost submerged in the dust. It was the legacy of a man with no heirs. It was sold at a public auction in Pennsylvania on April 25 last year.
Since the death of the legendary Carroll Shelby, passed away in 2012, this car and the others of the Shelby Cobra production, have dramatically increased their value.
The GT500 is a car without compromise and presentations need. The dream of every American but also many Europeans. The protagonist of daring scenes in American films of the 60s and 70s and a symbol of a historical era for American cars.
The Shelby American since its first creation, the AC Cobra, entered in the sport car firmament with Carroll Shelby as a prophet. Since then, his name is synonymous of pure sports, muscular and aggressive car. The GT40 is the highest point of a production as short as exceptional. Three masterpieces, a concentration of power and charm that have drawn an indelible groove in the landscape of motorsports.
The Cobra GT500 was introduced in 1967 as an evolution of the GT350, with a 7-liter engine Big-block V8 FE Police Interceptor for more then 400 hp. In the 60s, with the success of the muscle car, the Big-Block engine (V8 above 6000 cc) were mounted on middle size cars. But this trend collapsed after the oil crisis of 1973, and so the glorious years of the Big-Block and muscle car finished and were forever consigned to history.
Of the 2048 Mustang Cobra Shelby GT500 produced in ’67, the one that we present today is one of the 672 automatic transmission and 8 fitted with air conditioning. And one of the last produced by Carroll Shelby at the legendary Los Angeles International Airport. By 1968 the production was moved to the Ford plant in Iona, Michigan where it was produced the GT390 version, famous for the movie “Bullit” with Steve McQueen.
This GT500 is in perfect condition and comes with all the original optionals, such as power steering and power brakes, folding rear seats, radio, Shelby wheels, roll-bar, and of course air conditioning and automatic transmission, making it a super rare example which is estimated to exceed $ 150,000 in value.
For information write to info@meridianae.com

 

Daytona and the Challenge of the Giants

Correvano, è proprio il caso di dire, gli anni sessanta ed il mondo dei motori viveva il suo momento più glorioso. Nel Pantheon dello sport i piloti erano divinità immortali. Le star del cinema frequentavano i paddock nel pre-gara e attori come Steve McQueen non nascondevano le loro attitudini di guida pilotando i bolidi del mondiale sport prototipi.

Le corse endurance erano al massimo del loro splendore e minacciavano di mettere nell’ombra il circus della Formula 1. Si trattava di corse interminabili e che mettevano alla prova vetture e piloti in una gara di resistenza. Le auto correvano inizialmente su circuiti stradali e la gente poteva ammirare queste supercar direttamente dalla strada. Leggendarie erano la Mille Miglia, il Tourist Trophy, la 1000 km del Nürburgring. Partecipavano al mondiale: vetture sport, gran turismo, prototipi e silhouette.

Tra le corse di questo genere, dopo la fine delle delle gare su circuiti stradali dovuta alla pericolosità, si affermarono le gare su 24 ore e tra tutte quella di Le Mans. Il fascino di questa corsa, particolarmente cara agli americani portò alla nascita nel 1966 di una analoga competizione negli USA, la 24 ore di Daytona.

Bene, in poco tempo questo nome ha creato il suo solco nella storia, e questo grazie ad una rivalità improvvisa e infuocata; un duello all’ultimo sangue tra due miti che si sfidavano per primeggiare nella categoria più prestigiosa, quella che incoronava la regina delle auto: la Gran Turismo. Chi sono questi protagonisti? Enzo Ferrari e Henry Ford II. Era nata la guerra tra Ferrari e Ford. Questo basta a dare l’idea dello scontro. Due giganti che si inseguivano nell’eterno desiderio di dominare definitivamente l’avversario. Come in una sfida tra due pesi massimi iniziarono a scambiarsi colpi pesantissimi.

La GT40, fresca creazione di Shelby, aggredì presto la vetusta Ferrari P3/4 dominando dal ’66 al ’69 la 24 di Le Mans. Ma immediata e devastante fu la reazione del Drake che dal suo cilindro fece uscire quella meravigliosa creazione che oggi batte tutti i record nelle aste di tutto il mondo: la GTO 250.

Ma non siamo qui a celebrare un vincitore. Come avviene sempre nello sport, le grandi rivalità restano nella memoria collettiva perché regalano grandi storie e riempiono i nostri ricordi con le immagini delle gesta dei campioni che ne sono stati protagonisti.

Gran premi più importanti

Targa Florio 1953-1977
Mille Miglia 1953-1957
Carrera Panamericana 1953-1954
24 Ore di Le Mans 1953-
24 Ore di Daytona 1966-
12 Ore di Sebring 1953-
12 Ore di Reims
Tourist Trophy
1000 km del Nürburgring 1953-
1000 km di Monza 1963-
1000 km di Spa 1963-
1000 km di Buenos Aires 1954-1972
1000 km di Fuji 1983-1988
200 miglia del Norisring 1984-1988
1000 km di Zeltweg 1966-1976

Case automibilistiche partecipanti

AbarthACAllardAlfa Romeo

Aston Martin

Austin-Healey

Bandini

Bizzarrini

BMW

Bottega

Chaparral Cars

Cisitalia

Courage

DB

Dyna-Veritas

Elva

Ermini

Ferrari

Ford

Frazer Nash

Gilco

Jaguar

LanciaLotusLolaMarch

Maserati

Mazda

Mercedes-Benz

Moretti

MG

Nardi-Danese

O.S.C.A.

Panhard

Porsche

Peugeot

Renault

Riley

Sauber

S.I.A.T.A

Stanga

Stanguellini

Toyota

Fonte Wikipedia

>>>>>>>>>>>>>>>>>

The sixties was running, it’s appropriate to say, the motoring world was at its most glorious moment. In the Pantheon of the sport racing drivers were immortal gods. The movie stars frequented the paddock in the pre-race and actors like Steve McQueen did not hide their driving skills by driving the cars of the world sport prototypes.
The endurance races were in full bloom and threatened to overshadow the circus of Formula 1 racing. They were endless and very hard. The car ran initially on street circuits and people could see these supercars directly from the street. There Were the legendary Mille Miglia, the Tourist Trophy, the 1000 km Nürburgring. Participated in the World: sports cars, coaches, prototypes and silhouette.
Among the races of this kind, after the end of the races on street circuits due to the danger, there were the 24-hour races and among of all, Le Mans. The charm of this race led to the birth in 1966 of a similar competition in the USA, the 24 Hours of Daytona.
Well, in a short time this name has created its groove in the story, and this is due to a sudden and fiery rivalry; a duel to the death between two myths to excel in the most prestigious category, the one that crowned the queen of the car: the Gran Turismo. Who are these characters? Enzo Ferrari and Henry Ford II. It was born the war between Ferrari and Ford.  Two giants who were chasing the eternal desire to dominate the opponent permanently. As in a battle between two heavyweights, began exchanging heavy shots.
The GT40, fresh creation of Shelby, soon attacked the old Ferrari P3/4, dominating the 24 Hours of Le Mans. But the reaction was immediate and devastating. Drake let out its cylinder the wonderful creation which now breaks all records at auctions around the world: the 250 GTO.
But we are not here to celebrate a winner. As always happens in sports, the great rivalries remain in the collective memory because they offer great stories and fill our memories with pictures of the exploits of the samples that have been involved.