Bonhams, all’asta la Ferrari F40 di Nigel Mansell

Bonhams, all’asta il 10 ottobre in Belgio la Ferrari F40 di Nigel Mansell.

La Ferrari F40 è sicuramente una delle vetture che hanno suscitato più scalpore e di cui il nome subito ci riconduce ad un immagine e ad un’epoca.

Prodotta tra il 1987 e il 1998 e carrozzata Pininfarina, è nata per celebrare i primi quarant’anni di vita della Ferrari. Prima stradale di Maranello ad essere costruita con materiali compositi come kevlar (telaio), fibra di vetro (carrozzeria), resine aeronautiche (serbatoi) e plexiglas per i finestrini laterali. È stata l’ultima Ferrari con motore turbo fino al 2014 con l’uscita della Ferrari California T, e l’auto omologata più veloce della sua epoca con 324 km/h, superata solo nel 1991 dalla Bugatti EB110.

Il motore è un 8 cilindri a V di 90 gradi, cilindrata di 2936,2 cm³, sovralimentato con due turbocompressori IHI, distribuzione a doppio albero a camme in testa per bancata, quattro valvole per cilindro con due iniettori per cilindro. La potenza massima è di 478 CV a 7000 giri/min. Il cambio è manuale a 5 marce. La Ferrari F40 in asta da Bonhams è stata donata dalla casa di Maranello a Nigel Mansell nel 1989, come regalo di benvenuto. Infatti Nigel proprio alla fine del 1988 lasciò la Williams per la Ferrari e per riconoscenza ricambiò con la vittoria nel primo GP della stagione ’89, quello del Brasile.

Accompagnata dalla certificazione Ferrari Classische (rilasciata nel 2008) conferma che la vettura conserva il suo colore originale (Rosso Corsa), telaio e carrozzeria (mai riparati), motore, cambio, ruote, sospensioni Koni e freni Brembo. L’unico cambiamento significativo riguarda l’interno, originariamente in panno rosso, oggi rivestito in pelle beige. Questa bellissima F40 rappresenta una meravigliosa opportunità di possedere una Ferrari storica ma anche la consapevolezza di avere per le mani un bolide degno del pilota che l’ha posseduta. La stima è € 600.000 – 800.000.

Ma l’asta offre molti altri gioielli nel paniere, come una magnifica Ferrari 246 GT del 1973 e una rara Lancia Fulvia HF del 1971. Bisogna notare che la Ferrari 246 GT/GTS sta incrementando vertiginosamente il suo valore. Presto su meridiane.com un servizio esclusivo di una 246 GTS in condizioni eccezionali.

info su bonhams.com


Bonhams, on auction October 10 in Belgium the Ferrari F40 owned by Nigel Mansell.

The Ferrari F40 is definitely one of the cars that have attracted more headlines and whose name immediately brings us back to an image and an era.

Produced between 1987 and 1998 and Pininfarina coachwork, was created to celebrate the first forty years of the Ferrari. First road car from Maranello to be built with composite materials such as Kevlar (frame), fiberglass (body), resins Aviation (tanks) and plexiglass for the side windows. It was the last Ferrari with turbo engine until 2014 with the release of the Ferrari California T, and the car homologated faster of his time with 324 km / h, only surpassed in 1991 by the Bugatti EB110.

The engine is an 8-cylinder V-90 degrees, displacement of 2936.2 cc, supercharged by two IHI turbochargers, distribution double overhead camshaft per bank, four valves per cylinder with two injectors per cylinder. The maximum power is 478 hp at 7000 rev / min. The gearbox is 5-speed manual. The Ferrari F40 at auction by Bonhams was a welcome gift by Maranello to Nigel Mansell in 1989. Nigel just at the end of 1988 he left Williams for Ferrari and reciprocated with the victory in the first race of the ’89 season, Brazil Gp.

The Ferrari Classische certification (released in 2008) confirms that the car have its original color (Rosso Corsa), chassis and body (not repaired), engine, transmission, wheels, Koni suspension and Brembo brakes. The only significant change for the interior, originally in red cloth, now covered in beige leather. This beautiful F40 represents a wonderful opportunity to own a Ferrari historical but also that you have on your hands a fireball worthy of the pilot who owned it. The estimate is € 600 thousand to 800 thousand.

 

Quail Lodge: Bonhams, Ferrari 250 GTO sold for $38 mln

Come previsto il momento più atteso è giunto. La Ferrari 250 GTO del ’62 messa all’asta dopo quarantanove anni di gelosa custodia da parte della stessa famiglia è stata venduta per 38 milioni di dollari. Non si tratta di un record assoluto per quest’auto ma se si pensa a quanto gli ex preproetari l’hanno pagata nel 1965, si capisce che si tratta del più alto margine realizzato per un auto d’epoca: circa 10.000 volte il prezzo di acquisto.
Capiamo che privarsi di un gioiello del genere nel proprio garage è sempre un dispiacere ma la consolazione di 38 milioni di dollari lenisce bene le pene, ci sono molte splendide vetture d’epoca che si possono acquistare con quella somma.
Ma perché la GTO è sempre protagonista di aste all’ultimo sangue? I motivi non sono pochi. Innanzitutto il marchio Ferrari è l’unico ad aver percorso ininterrottamente tutta la storia della formula uno e questo vuol dire che è essa stessa la storia della F1. In secondo luogo la 250 GTO è l’ultima grande Ferrari a motore anteriore, e che motore! Un 3000 12 cilindri per 300 cv. Dopo questa meraviglia la casa di Maranello è passata alla grande produzione a motore centrale con la 206 e 246, lasciando per sempre ai collezionisti l’onore di possedere tali rarità. Solo di recente la Ferrari ha reintrodotto il motore anteriore, ma questa è un’altra storia…

 

 

As expected, the most awaited moment has come. The Ferrari 250 GTO ’62 auctioned after forty-nine years of jealous custody by the same family has been sold for 38 million dollars. This is not a record for this car but if you consider how the former owners paid for it in 1965, you understand that this sell make the highest margin achieved for a vintage car: about 10,000 times the purchase price .
We understand that deprive yourself of a jewel like this in your garage is always a disappointment but the consolation of 38 million dollars soothes the pains well, there are many beautiful classic cars that you can buy with that amount.
But why the GTO is always the star of this “dogfight” auctions? The reasons are many. First, the Ferrari brand is the only one to have traveled continuously throughout the history of formula one and this means that it is itself the history of F1. Secondly, the 250 GTO was the latest big front-engined Ferrari, and what an engine! A 3000 cc 12 cilynder for about 300 hp. After this wonder, the factory of Maranello, began the great mid-engine production with 206 and 246 GT/GTS, leaving collectors to have the honor of owning such rarity. Only recently Ferrari has reintroduced cars with front engine, but that’s another story …

Bonhams, ferragosto Rosso Fuoco. All’asta una Ferrari GTO 250 del 1962

Bonhams annuncia che dieci importanti Ferrari verranno vendute all’asta annuale di Quail Lodge sulla penisola di Monterey, in California, nel mese di agosto.

Certamente la vendita sarà ricordata a lungo per la presenza tra le vetture di una Ferrari 250 GTO Berlinetta tenuta tra le amorevoli cure della stessa famiglia per 49 anni dal 1965 al 2014.

La splendida 250 è il gioiello più ambito nel mondo delle auto d’epoca, una bellezza con cui si può mostrare la propria bravura in pista ma anche viaggiare comodamente seduti in compagnia.

L’auto in questione è la diciannovesima 250 GTO Berlinetta prodotta dalla casa di Maranello. Finita di costruire l’11 settembre 1962, è stata consegnata al pilota francese Jo Schlesser per essere guidata assieme al connazionale campione di sci Henri Oreiller nel Giro di Francia automobilistico del 1962. La coppia ha gareggiato per la vittoria ottenendo un onorevole secondo posto. La vettura è stata poi seriamente danneggiata in un incidente nel corso di una gara a Montlhéry, a sud di Parigi. Subito riparata dalla Ferrari in Italia, è stata venduta al pilota Paolo Colombo in tempo per la stagione 1963.

Al momento della ricomparsa di questa vettura, la seconda metà della produzione delle 250 GTO era ancora in pieno svolgimento a Maranello e nello stabilimento Scaglietti a Modena.

Nel 1965 l’auto termina la sua carriera “agonistica” e viene venduta ad un nuovo giovane proprietario che da allora la custodirà gelosamente. Egli ricorda: “…ho salvato la macchina dalla demolizione e di nascosto dai miei genitori l’ho guidata solo di notte, in modo che nessuno mi vedesse…”. I due, quasi come due “amanti”, hanno convissuto per quasi cinquant’anni tra esposizioni e gare storiche fino a che morte (del proprietario…) non li ha separati nel 2010.

Meglio collegarsi con Bonhams tra il 14 e il 15 di agosto, potrebbe essere un ferragosto rosso fuoco…

http://www.bonhams.com/press_release/16940/

Bonhams announces that ten major Ferrari will be auctioned annual Quail Lodge on the Monterey Peninsula, California, in August.

Certainly, the sale will be long remembered for the presence in the cars of the Ferrari 250 GTO Berlinetta held in the loving care of the same family for 49 years from 1965 to 2014.

The stunning 250 is the jewel of the most coveted in the world of classic cars, a beauty with which you can show off their skills on the track but also travel comfortably seated in the company.

The car in question is the nineteenth 250 GTO Berlinetta produced from the house of Maranello. Finished building the Sept. 11, 1962, was delivered to the French driver Jo Schlesser to be driven along with fellow ski champion Henri Oreiller in the Tour de France Automobile 1962 The pair has competed for the victory by getting an honorable second place. The car was then severely damaged in an accident during a race at Montlhery, south of Paris. Immediately repaired by Ferrari in Italy, was sold to the pilot Paolo Colombo in time for the 1963 season.

At the time of reappearance of this car, the second half of the production of the 250 GTO was still in full swing at Maranello and at the Scaglietti facility in Modena.

In 1965, the car ending his career “competitive” and is sold to a new owner that since the young guard jealously. He recalls: “… I saved from demolition machine and hidden from my parents I drove it only at night, so no one could see me …”. The two, almost like two “lovers” have lived together for almost fifty years between exposure and historic races until death (the owner …) is not separated them in 2010.

Better connect with Bonhams between 14 and 15 August, it could be a mid-August fire red …

 

 

Ferrari 250 GTO: ascoltare per credere…

Quando si pensa ad una Ferrari la nostra mente si riempie di immagini… Di linee armoniose, di bellezza, di piloti e di piste… Ma non può certamente sentire l’urlo che quei cilindri sono in grado di produrre. Ne possiamo immaginare le vibrazioni che il motore scatena sul telaio e sotto il sedere di chi ha la fortuna di poggiare le proprie chiappe su un mito come la 250 GTO. Quegli scoppi irregolari che il 12 cilindri emette al minimo si trasformano in un grido di battaglia che farebbe drizzare i peli anche al più incallito dei piloti.

La 250 GTO fu il punto più alto dello sviluppo raggiunto dalla 250 GT nei modelli da competizione, pur rimanendo una vettura utilizzabile anche su strade normali. Fece il suo debutto in pubblico alla consueta conferenza stampa che precedeva l’inizio della stagione, nel gennaio 1962, ed era l’unico modello presente con il motore davanti: tutte le sue cugine, monoposto e vetture Sport, presentavano il propulsore in posizione centrale. L’esemplare esposto in quell’occasione era privo dello spoiler in coda, che fu però aggiunto prima del debutto nelle competizioni, avvenuto in marzo sul circuito statunitense di Sebring. In quella 12 Ore che inaugurò la carriera sportiva della macchina, la GTO fu condotta dalla coppia Phil Hill – Oliver Gendebien e terminò la corsa al secondo posto, dietro alla Vettura Sport 250 Testa Rossa, vincendo facilmente la categoria GT: una prestazione notevole per un modello al debutto, che fece da fondamenta per tutto ciò che fu conquistato nei tre anni successivi.

L’unità motrice era essenzialmente una versione a specifiche 250 Testa Rossa del V 12 da tre litri con singolo albero a camme in testa per bancata di cilindri, progettato da Gioachino Colombo, con alesaggio e corsa di 73mm x 58,8mm ma lubrificazione a carter secco e numero di riferimento interno 168 Comp/62. Le candele d’accensione erano situate all’esterno della “V” del blocco motore, l’alimentazione era assicurata da una batteria di sei carburatori doppio corpo Weber 38 DCN, era presente una doppia bobina e i distributori d’accensione si trovavano nella zona posteriore dell’unità motrice. La potenza dichiarata era di circa 300 CV. Il motore era abbinato ad un nuovo cambio di velocità a cinque rapporti sincronizzati con una torretta di selezione a settori, sita nell’abitacolo, molto simile a quelle utilizzate nei modelli Sport da competizione dalla metà degli anni cinquanta. Il moto era trasferito mediante l’albero di trasmissione al ponte rigido posteriore, dotato di parallelogramma di Watt. Come si confaceva ad una vettura destinata alle competizioni, l’assale posteriore era disponibile con un’ampia gamma di rapporti.

La forma dei corpi vettura in alluminio progettati e costruiti da Scaglietti cambiò pochissimo durante il periodo di produzione, che andò dal 1962 al 1964, ad eccezione di un esemplare unico carrozzato con le linee della 330 LM Berlinetta e delle ultime tre vetture della serie: queste macchine furono vestite con una carrozzeria disegnata da Pininfarina e costruita sempre da Scaglietti.

I primi sviluppi del nuovo modello furono mantenuti segreti, e Giotto Bizzarrini fu incaricato di realizzare una vettura in grado di battere la Jaguar “E” Type.

Alla sua prima uscita sul circuito di Monza nel settembre 1961, prima del Gran Premio d’Italia, la macchina si guadagnò il soprannome di “Mostro”, a causa del suo corpo vettura realizzato in modo piuttosto raffazzonato. Durante le sessioni di prova, la macchina fu guidata da Stirling Moss e fece segnare dei tempi formidabili: prestazioni che la 250 GT “passo corto” non era mai riuscita ad avvicinare. Più tardi quell’anno avvenne in Ferrari la famosa “rivoluzione di palazzo” e Bizzarrini si ritrovò fuori dall’azienda: la costruzione definitiva del corpo vettura fu affidata a Sergio Scaglietti, che ci regalò la forma definitiva della GTO.

Tra i numerosi successi internazionali della 250 GTO ci furono le vittorie nel Tour de France 1963 e 1964, la conquista del primato nella categoria “GT” della Targa Florio 1962 – 1963 – 1964, le affermazioni al Tourist Trophy di Goodwood 1962 e 1963, la vittoria nella categoria “GT” a Le Mans nel 1962 – 1963 e alla 1000 chilometri del Nuerburgring nel 1963 – 1964. 

La 250 GTO fu l’espressione più elevata delle vetture Ferrari 250 GT: si sentiva ugualmente a suo agio in pista o su strada ed è stata forse l’ultima macchina prodotta in piccola serie a vantare questa peculiarità. Tra gli appassionati del marchio Ferrari, la GTO ha raggiunto uno status leggendario. Con una relativamente piccola serie di trentasei vetture, molte delle quali con notevole palmarès sportivo, è diventata una delle icone nella storia produttiva della Ferrari, e la sua fama l’ha messa in una posizione di primissimo piano tra la cerchia dei collezionisti.