Longines Nautilus Skin Diver Ref. 6921-1 and Ref. 7042-1: Diver Power

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Grande attrattiva per collezionisti o semplici appassionati, l’orologio subacqueo con il passare del tempo è passato da strumento professionale a timepiece per la vita di tutti i giorni. Le sue caratteristiche “fisiche”, cassa robusta, ampio calibro, lunetta girevole e grande numerazione leggibile anche in condizioni di scarsa visibilità ne contraddistinguono li carattere fortemente sportivo anche ad un occhio meno esperto. Longines verso la fine degli anni cinquanta si è distinta in questo ambito con un orologio ormai divenuto leggendario: il Nautilus Skin Diver.

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Questa prima serie prodotta nel 1957 referenza 6921-1, è equipaggiata con il calibro 19AS ed è in assoluto la più rara. Caratterizzata da un diametro di 40mm, una lunetta girevole esterna zigrinata in materiale sintetico, numeri arabi ed indici al radio. Il fondello a vite riporta in rilievo la sagoma di un sub in procinto di scoccare una fiocina. Questa caratteristica è riproposta anche sulle referenze successive. La fragilità della particolare lunetta della Ref. 6921 è all’origine della nascita della seconda serie a poca distanza dalla prima. Tale “difetto” però è anche quello che rende speciale questo orologio dal momento che trovarne uno corredato della lunetta originale è veramente raro.

La seconda serie mantiene il calibro 19AS, la referenza cambia in 7042-1, la cassa in acciaio monoblocco ha un diametro di 42 mm per ospitare la nuova lunetta all’interno del quadrante. Quest’ultima è governata da una seconda corona (per questo la Ref. 7042-1 è conosciuta anche come due corone). Entrambe sono zigrinate sia ortogonalmente all’asse meccanico che sulla superficie circonferenziale per incrementarne la presa in acqua. Il fondello è a vite e il Longinus Ref. 7042 viene garantito per 10 atmosfere e 100 meri di profondità.

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La terza serie identica alla seconda, che termina nel 1965, porta invece la referenza 7150L. Il calibro 19AS viene sostituto con il 290 molto più robusto ma anche meno affascinante del precedente. Questo calibro equipaggerà da quel momento anche altri modelli Longines.

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By Andrea Foffi e Manuel Galvez

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Great attraction for collectors, the diver’s watch with the passage of time has passed since professional tool to timepiece for everyday life. Its features “physical”, sturdy case, large caliber, rotating bezel and large numbers readable even in poor visibility conditions will distinguish them highly sporty character even to a less experienced eye. Longines in the late fifties stood out in this area with a clock which has become legendary: the Nautilus Skin Diver.

This first set series produced in 1957 reference 6921-1, is equipped with the caliber 19AS and is by far the rarest. Characterized by a diameter of 40 mm, an outer bezel plastic knurled, Arabic numerals and indexes with radio. The screw back is embossed with the silhouette of a diver in the process of shooting a harpoon. This feature is proposed again on subsequent references. The fragility of the particular bezel of the Ref. 6921 is the origin of the birth of the second set just off first. But this “defect”  is also what makes it so special  since finding one accompanied by the original bezel is really rare.

The second series maintains the caliber 19AS, the reference changes to 7042, the steel case monoblock has a diameter of 42 mm to accommodate the new bezel within the quadrant governed by a second crown. Both are knurled that is orthogonal to the mechanical axis on the circumferential surface in order to increase the grip in the water. The case back is screw and the 7042 is guaranteed for 10 atmospheres and 100 mt depth.

The third set identical to the second, which ends in 1965, the new reference is 7150L. The caliber 19AS is replaced with the 290 much more robust but less fascinating than the last. This caliber will set on also other models Longines. Of this reference we show only the picture of the caliber.

By Andrea Foffi e Manuel Galvez

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Rolex Ref. 5029, Oyster Perpetual Officialy Certified Legend

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Oyster Perpetual Officialy Certified Chronometer. Questo splendido Rolex Ref. 5029 “Ovettone” o “Bubbleback” del ’53 racchiude i più importanti traguardi che hanno segnato la storia della maison.

“Oyster”, in italiano “ostrica”, indica il brevetto della prima cassa impermeabile grazie all’invenzione della corona a vite “twinlock” avvenuta nel 1926. Il grande pubblico venne a conoscenza di questa importante innovazione grazie all’attraversamento della Manica a nuoto di cui la nuotatrice Mercedes Gleitze si rese protagonista nel 1927 con un Rolex al polso (o legato al collo, come si è detto successivamente).

Dall’Oyster all’Oyster Perpetual. Nel 1931 Rolex brevetta il sistema di carica automatica a rotore chiamato appunto “Perpetual”. Per la prima volta grazie ad una massa rotante nei due sensi si assicura alla molla una tensione costante, garantendo ancor più precisione al movimento. Queste due innovazioni, Oyster e Perpetual, hanno accompagnato dal 1931 la produzione più lunga e fortunata di modelli di cui il capostipite è stato il Rolex Ref. 1858, detto appunto Ovettone o Bubbleback. A questo aggiungiamo che Rolex fino al 1951, quando la certificazione ufficiale fu resa obbligatoria, era praticamente la sola casa orologiera ad aver prodotto cronometri certificati. E per un numero pari a mezzo milione, praticamente il 50% della produzione svizzera.

L’esemplare che Andrea Foffi di Oredelmondo ci mostra è una Ref. 5029 monoblocco in oro 18k di 37 mm di diametro caratterizzato da un magnifico quadrante a nido d’ape con numeri arabi e indici a bastone applicati con un fantastico bracciale elastico sempre in oro in condizioni perfette.


Oyster Perpetual Officially Certified Chronometer. This beautiful Rolex 1953 Ref. 5029 “Ovetto” or “Bubbleback” contains the most important achievements that have marked the history of the maison.

“Oyster” indicates the patent of the first waterproof case by the invention of the screw-down crown (Twinlock) in 1926. People knew this important innovation by the swim crossing of the English Channel by the swimmer Mercedes Gleitze in 1927 with a Rolex on her wrist (or tied around the neck, as mentioned later).

From Oyster to Oyster Perpetual. In 1931, Rolex patented the selfwinding system by a rotor called just “Perpetual”. For the first time the two senses rotating mass ensures to the spring a constant tension, ensuring even more precision to the movement. These two innovations, Oyster and Perpetual, start since 1931 the longest and successful production of  models of which the founder was the Rolex Ref.1858, called Ovetto or Bubbleback. To this we add that Rolex until 1951, when the official certification became ​​mandatory, Rolex was the only certified chronometer watchmaker. And for a number equal to half a million, almost 50% of the Swiss production.

Andrea Foffi (Oredelmondo) shows us this Ref. 5029 Monoblock in 18k gold features a beautiful honeycomb dial with Arabic numerals and baton indexes applied with a fantastic elastic bracelet in gold in perfect condition.

Svizzera: alla ricerca delle polveri radioattive usate nei vecchi laboratori orologieri

Sono alla ricerca in Svizzera tra 60 e 80 vecchi laboratori per orologi che usavano vernici luminescenti radioattive.
Si tratta di piccoli laboratori che non avevano mai chiesto autorizzazioni e che successivamente trasformati in appartamenti potrebbero ancora ospitare tracce della polvere contaminata sul pavimento o sui muri.

Il radio rappresenta un rischio a lungo termine perché ha un periodo di dimezzamento di 1.600 anni, ovviamente ciò non vuol dire che se ne possano disperdere le tracce. Alcuni di questi piccoli laboratori avrebbero utilizzato del radio senza autorizzazione prima del 1963, data della prima regolamentazione tecnica.

Nell’arco di un anno, le autorità elvetiche verificheranno i vecchi siti di queste imprese e di quelle che lavoravano la sostanza radioattiva legalmente “per escludere ogni rischio sanitario per chi vive o lavora attualmente in questi edifici”.

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